Canistro, emergenza Santa Croce. Il sindaco Di Paolo: "Dobbiamo intervenire subito"

17 Maggio 2013   17:39  

Riceviamo e pubblichiamo

"Si è tenuto ieri, il consiglio straordinario, a cui ha partecipato l’intero consiglio comunale, in cui si è discusso dell’emergenza “Santa Croce”.

“Rilancio del sito produttivo, attraverso un organico piano industriale, finalizzato al rilancio produttivo e alla tutela dell’occupazione”. E’ il sindaco Antonio Di Paolo ad annunciarlo, davanti all’assise a cui hanno partecipato anche rappresentanti della Regione, della Provincia e dei sindacati.

Grande assente, ancora una volta, il proprietario della ‘Santa Croce’, Camillo Colella.

“Auspichiamo a un confronto diretto con l’imprenditore Colella” aggiunge il primo cittadino, “che miri a un rilancio del sito industriale che agevoli anche lo sviluppo della altre aziende dell’indotto, che scongiuri la mobilità per 33 lavoratori e il taglio, entro agosto, di 10 impiegati, come annunciato”. “Tenuto contoche la diminuzione della produzione e dell’occupazione ha avuto un impatto fortemente negativo per le famiglie dei lavoratori e per l’economia complessiva di tutta la Valle Roveto, avviamo oggi, un tavolo tecnico-politico, promosso in primis, dalla Regione, in modo da far pressione sull’azienda per un immediato intervento”.

“Qualora la proprietà, continuasse a sottrarsi al confronto” aggiunge il primo cittadino, “accenderemo un contenzioso. E’ nostro dovere affiancare i lavoratori e far sì che la ‘Santa Croce’ rispetti tutti gli impegni presi in precedenza”.

Un sit-in in cui, dati alla mano, sono state ricostruite le tappe della storia di una delle aziende più importanti e produttive di tutta la Valle Roveto.

“La società, ad oggi, utilizza le acque della sorgente ‘S. Antonio’, ubicata nel tenimento del Comune di Canistro, sulla base di una concessione regionale che assicura all’azienda un emungimento di litri 50 al secondo a fronte di un modico canone” continua Di Paolo, “l’acqua ‘Santa Croce’ è una delle migliori acque sul mercato nazionale, tanto che la rivista ‘Altro Consumo’, in una pubblicazione di qualche anno fa, sulle acque minerali in Italia, la considerava al primo posto, per le qualità organolettiche. Lo stesso proprietario dell’azienda, l’ingegnere Camillo Colella, nel corso di recenti riunioni pubbliche, l’ha più volte definita come la ‘Ferrari delle acque’. Nonostante ciò”, puntualizza, “le strategie di marketing dell’azienda non sembrano valorizzarla efficacemente”.

I dati degli ultimi anni della ‘Santa Croce’: l’azienda è passata dai circa 60 milioni di euro di fatturato (anno 2007) ai circa 18 milioni attuali e la produzione è scesa repentinamente da circa 350 milioni di pezzi (anno 2007) agli attuali circa 80 milioni. Degli iniziali 104 dipendenti (anno 2007), oggi si è arrivati agli attuali 78, 18 dei quali sono impiegati amministrativi che dal 2008 sono in cassa integrazione. Il 24 ottobre 2011 la proprietà ha informato le organizzazioni sindacali dell’avvio della procedura di mobilità per 33 lavoratori, di cui 18 operai e 15 impiegati.

Numerosi i rappresentanti delle istituzioni che hanno partecipato al consiglio. Per la Regione Abruzzo, l’assessore ai lavori pubblici Angelo Di Paolo, il vicepresidente del consiglio Giovanni D’Amico, il dirigente del settore risorse del territorio Ezio Faieta e il funzionario Gesualdo Del Pizzo. Per la Provincia dell’Aquila, il consigliere Mauro Rai e l’assessore alle politiche del lavoro Claudio Tonelli. Presenti per i sindacati, Marcello Pagliaroli (Cgil), Leonardo Lippa (Uil) e Franco Pescara (Cisl). Durante l’assise è stata più volte evidenziata l’assenza dell’assessore allo sviluppo economico e vicepresidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione.

 

 


Oroscopo del Giorno powered by oroscopoore