Dirigenti in fuga, Febbo:"La Marcantonio abbandona D'Alfonso la Regione continua a perdere pezzi

12 Gennaio 2016   16:23  

“Arriva l’ultima grana ed ennesima fuga dalla macchina amministrativa della Regione Abruzzo riorganizzata a guida del presidente Luciano D’Alfonso. Infatti la dirigente Eliana Marcantonio, encomiata proprio dal Presidente nell’estate scorsa, ha presentato le proprie dimissioni dall’incarico ad interim sul Personale”.

È quanto afferma il presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo. “Un abbandono clamoroso e preoccupante quello della Marcantonio – commenta Febbo - visto la delicata delega assegnatogli unitamente al Patrimonio e progetto della City.

Le continue fughe che costantemente e quasi quotidianamente il Presidente D’Alfonso è costretto a fronteggiare, quasi quanto una calamità naturale, descrivono molto bene il quadro desolante e preoccupante in cui versa l’Ente Regione visto i continui e ripetute dimissioni.

Questo ultimo abbandono – ricorda Febbo –  è solo l’ultimo di una lunga ed interminabile lista che si va ad aggiungere al suo fedelissimo  Ernesto Grippo, il colonnello dei vigili urbani cooptato da D’Alfonso nel suo staff, i capi dipartimento Vittorio Di Biase e Carmine Cipollone (quest’ultimo sostituitoda Rosaria Ciancaione una funzionaria del Comune di Roseto e probabile prossima candidata a sindaco del suo Comune con il PD), il manager della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro, il direttore della Saga, Piero Righi, il presidente commissario del Consorzio industriale, Gabriele Gravina, Giovanni Savini (attualmente congelata), Barbara Becchi e Fabrizio Paolini. Tutte personalità stimate direttamente dal Presidente D’Alfonso che improvvisamente per vari ed inspiegabili motivi lasciano il proprio incarico o chiedono di essere trasferiti ad altra mansione.

Più volte avevo sollecitato unitamente al sindacato dei Dirigenti (DIRER) che il Concorso per reclutare sia i nuovi Direttori dei Dipartimenti sia i nuovi Dirigenti veniva svolto con un percorso anomalo e non rispettoso delle vigenti normative.

Pertanto – conclude Febbo – a quasi metà mandato del governo D’Alfonso, dopo averci promesso una Regione Facile e Veloce, ci troviamo invece ancora con una macchina amministrativa ingolfata e con una valanga di ricorsi pronti”.


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