"Do ut des", l'imprenditore Lago: "Impossibile lavorare onestamente a L'Aquila"

15 Gennaio 2014   12:14  

Un sistema sopra L'Aquila, così pm aquilano Cardella ha definito quello che è stato scoperto con l'inchiesta “do ut des” che poi portato all'arresto di quattro persone, e all'iscrizione sul registro degli indagati di altre quattro.

Il grande accusatore è l'impreditore Daniele Lago, l'amministratore della Steda Spa. Lago, accusato dicorruzione, ha raccontato alla procura di aver pagato 60mila euro, a un suo socio, per essere aiutato in un appalto.

Lago in un'intervista al Fatto Quotidiano spiega che gli appalti nell'Aquila del dopo terremoto venivano affidati "a simpatia".

“Ho preso appalti con regolare gara d'appalto indetta dalla Protezine Civile, dopo sono andato via perché a L'Aquila non era possibile lavorare onestamente, venivano affidati a simpatia”.

“Tancredi -spiega Lago- ha fatto un'attività commerciale e io l'ho pagata, se era giusto o meno pagarla lo diranno i giudici e Tancredi è una persona conosciuta a L'Aquila, e poteva avere peso, nel mio caso non aveva nessun peso.”

“Io non ho fatto appalti truccati - ci tiene a spiegare l'imprednitore- questi mi hanno promesso dei lavori, ma non me li hanno fatti avere. Mi hanno chiesto i soldi ma non mi hanno dato appalti questi signori. Io a L'Aquila ho fatto tre appalti, e li ho vinti prima di aver conosciuto Tancredi. Il fatto è che se avessi dovuto mettere dipendenti miei fissi all’Aquila - spiega ancora - mi sarebbe costato di più, quindi ho fatto un contratto di consulenza e propaganda commerciale con la Dama consulting (che fa capo a Tancredi, ndr). Se poi Tancredi l’attività commerciale non la poteva fare perché aveva già uno stipendio da dipendente pubblico, io potevo anche non saperlo".

Di Tancredi ancora spiega: “So che era era un dirigente dell'Asl dell'Aquila -spiega Lago- io non ho pagato un dipedente della Asl, ho fatto un contratto di consulenza e propaganda commerciale con la Dama. Non è vietato che un dipendente della Asl abbia una società”.

“Dopo sei mesi di contratto con la Dama consulting ho dato la disdetta -spiega ancora Lago- perché mi sono reso conto che l'attività commerciale che facevano non funzionava. Sei mesi mi era costato 36mila euro più Iva”.

Spiega poi che dal 2010 è andato via dall'Aquila. “Avevo capito che per la mia attività non c'era futuro. Gli appalti non era facile prenderli. Le imprese che lavorano (a L'Aquila, ndr) sono sempre le stesse”.

Lago esprime un suo partere sull'intera ricostruzione: “Secondo me gli appalti della Protezione Civile erano gestiti in maniera pulita, dopo erano gestiti senza gara. Non posso dire se erano puliti o no. Dal momento in cui sono affidati senza gara, non posso dire se sono regolari”.


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