Riceviamo e pubblichiamo
Forse conveniva chiudere bottega!
Riceviamo la lettera di Gianni, un commerciante aquilano che ha riaperto immediatamente dopo il sisma la sua attività commerciale tra mille problemi e ancora più spese.
Gentile direttore,
sono Gianni, un commerciante aquilano che per amor del suo lavoro ha investito quei pochi risparmi che negli anni aveva "messo da parte" per riniziare la sua attività già dai primi di maggio.
Mai errore fu più grande!
Da allora sono nati i guai:
1) trovare un buco dove riaprire è stata la cosa più semplice, ho ordinato subito un container e provveduto ad installarlo in un terreno di mia proprietà nell'immediata periferia cittadina;
2) spostare tutta la merce dal negozio al container e riadattare tutti gli espositori, gli spazi alla nuova realtà;
3) pubblicizzare la riapertura, la nuova sede;
4) continuare a lavorare anche se il fatturato era ridicolo.
Perchè l'ho fatto?
Perchè ripartire significava la mia vita e quella della mia città, perchè tutti i politicanti locali ce lo continuavano a ripetere, perchè senza far nulla non so stare, perchè i miei commessi non volevo "mandarli via" o metterli in cassa integrazione in attesa di licenziarli appena questa finiva.
Che obiettivi mi ero prefissato?
Riniziare a lavorare per me ed i miei lavoratori era il modo migliore di tornare alla vita, di riacquistare una normalità, di fare qualcosa di utile.
Inoltre si parlava di rimborsi sul fatturato, di contributi speciali per chi, come me, aveva investito di tasca sua per far "girare" l'economia cittadina anche rimettendoci soldi propri, soldi che servivano per la famiglia, soldi guadagnati in anni di duro lavoro.
Riaprire è stato, e lo sapevo, anti-economico, scomodo, il mio commercialista mi ha caldamente sconsigliato, "il tuo settore non è la ristorazione o l'edilizia, la tua posizione non è in un grande centro commerciale (e chi se lo poteva permettere), chiudi, mettiti a carico della Protezione Civile e aspetta così il mancato guadagno ugualmente".
Non ho voluto ascoltarlo e sono andato avanti.
Epilogo
Oggi ho letto il BURA (Bollettino ufficiale Regione Abruzzo ndr.), ansioso per conoscere che incentivi regionali ci fossero per me che ero andato in perdita per tutto il tempo.
L'ansia è rimasta, ma per quello che ho letto.
Aveva ragione il commercialista, a me non tocca nulla, io ho fatturato (ridicolo non ci faccio neanche le spese), io non ho chiuso.
Quindi chi come me non ha fatto le migliaia di euro con panini e bibite o lavori edili, ma ha tenuto duro, combattuto contro tutti i problemi che si presentavano in un territorio come questo, che ha investito (in perdita) i propri risparmi non avrà nulla.
Al contrario chi è stato a spese della Protezione Civile (cioè a spese del contribuente) che non ha voluto riaprire (c'è anche chi non ha potuto e a loro va la mia solidarietà) adesso riceverà rimborsi a quattro o cinque zeri.
Ecco cos'è ancora L'Aquila, neanche il terremoto l'ha smossa, come al solito chi cerca di fare viene sempre fermato da chi non può o non vuol fare.
In ultimo un appello al Presidente Chiodi, che riveda la politica assistenzialista dei finaziamenti, che si privilegi chi ha riaperto e si penalizzi chi poteva ma non ha riaperto per meri interessi d'azienda, infischiandosene che poi la città avrebbe "stentato a ripartire".
Non so fino a quando potrò tenere duro, come al soltio la mia caparbietà e voglia di fare mi ha penalizzato nella mia città, forse altrove...
Lettera firmata
i vostri commenti
Barbara V
lunedì 18 gennaio, 16:34
Ed il bello è che se parliamo con qualcuno di fuori sembra che noi siamo dei privilegiati, che ci stanno aiutando tantissimo, senza sapere che la categoria terremotati di serie a e b è sempre più netta. Vabbè,non voglio essere ancora più pesante e mi fermo qui,ma anche per me l'idea è sempre di più quella di mollare la presa,di abbandonare e di lasciare il campo a chi fino ad oggi si è riposato! N.B. SCUSATE SE HO DIVISO IL COMMENTO IN PIU' PARTI MA TUTTO IN UNO NON ENTRAVA!
Barbara IV
lunedì 18 gennaio, 16:31
Vogliamo parlare poi del progetto di Piazza D'Armi?Davanti alle telecamere di Porta a porta dopo una settimana dal terremoto si era detto che si sarebbe portato avanti un progetto per adibirla ad un' enorme cittadella del commercio all'aperto,con delle casette o dei moduli per chiunque volesse riaprire la sua attività!Si sono fatte un paio di riunioni alla concommercio con Cialente che ne assicurava il vaglio in poco tempo, ma siccome poi probabilmente un progetto del genere non sarebbe stato vantaggioso per i centri commerciali che hanno trovato nuova linfa e vigore non se n'è fatto più nulla.E' di oggi la notizia sul centro che Piazza d'Armi sarà destinata a cittadella dello sport!!E' di oggi la notizia sul centro che Piazza d'Armi sarà destinata a cittadella dello sport!!
Barbara III
lunedì 18 gennaio, 16:27
la mia casa è, anzi era(perchè sempre con i soldi del mutuo che erano avanzati e che volevo utilizzare per sposarmi, ho fatto i lavori di ristrutturazione) parzialmente inagibile C e quindi subito dopo il terremoto,sono stata ospite a casa dei genitori del mio ragazzo che abitano a Chieti,ma sempre perchè,anche se ho un' attività all'Aquila,sono residente in un paese al di fuori del cratere(ma sempre della provincia dell'Aquila)quando al casellante dell'autostrada nei viaggi da Chieti all'Aquila(che non ho mai abbandonato)ho chiesto(timbro alla mano)se ero esentanta dal pagamento dell'autostrada come tutti gli aquilani,mi hanno risposto categoricamente di no!!!Senza calcolare i famosi € 800,00 per tre mesi che ci hanno dato(che io ho utilizzato per ridarli alla stessa inps, visto che l'ho dovuta pagare).Non volevano darmeli perchè all' inizio erano destinati solo ai residenti.Come se non fosse una cosa normale che ci sia gente che abita in un posto e va a lavorare in un altro!!!
BARBARA II
lunedì 18 gennaio, 16:21
A distanza di quasi un anno mi ritrovo senza nessun tipo di aiuto e mi chiedo se ne vale la pena o se non sia meglio fare come molti aquilani che sono rimasti nelle zone che li hanno ospitati,guardando esclusivamente i propri interessi e fregandosene di darsi da fare per far ripartire la loro città!Risiedo in un paese che per 5 km non è rientrato nel cratere e quindi non mi hanno sospeso nessun tipo di pagamento(neanche il mutuo,nè l'inps),
BARBARA
lunedì 18 gennaio, 15:58
Non avendo la fortuna di avere un pezzetto di terra, dopo aver avuto richieste di affitti per capannoni anche di € 1400 al mese,all'inizio di giugno ho riaperto l'attività in una stanza di un appartamento,pago € 250,00 (il minimo che ho trovato).Ho acquistato la mia attività (in contanti, dopo aver preso un mutuo)facendo l' atto notarile il 30/03/2009.L'attività prima era in Via XX Settembre e si reggeva soprattutto grazie all'afflusso degli studenti(che ora dove sono non vedo neanche con il binocolo).All'inizio,chi ci governa aveva detto che non ci avrebbe abbandonati e chi ha potuto, perchè aveva avuto la fortuna di non avere lutti in famiglia,si è dato da fare per ripartire subito certo di avere un supporto ed un aiuto non solo economico ma anche psicologico, perchè venire all'Aquila tutti i giorni dalla ss 17,con i lavori,i rallentamenti è veramente dura e solo chi l'ha fatta qualche volta può capire.
Tixi
lunedì 18 gennaio, 13:09
Caro Gianni, come darti torto. Io faccio parte di quella fetta di commercianti del centro che non hanno potuto riaprire...purtroppo non vendo pane e questo rende la mia neonata attività INADATTA ad una città le cui esigenze sono cambiate, per non dire stravolte. Eppure come te, in tutta la mia ostinazione, ho provato ad andare avanti, lavorando dalla mia casa di montagna, mietendo km e km ogni giorno per raggiungere i miei pochi clienti perché fin quassù non arriverebbero mai...e così io non lavorerei nemmeno quel poco che posso. Eppure come te mi scontro con la burocrazia del posto in cui mi trovo, quella che non vorrebbe che io lavorassi in casa perché il soffitto non è a 3,5 mt!!!! E come te...penso che la voglia di fare mi ha penalizzata qui...ma forse altrove... La risposta a tutte le mie domande io non ce l'ho. La soluzione ai problemi che accomunano te, me e tanti altri nemmeno... ...ma l'incertezza del futuro...AUMENTA!!!
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Rosy
giovedì 28 gennaio, 15:08
Anche io vorrei ripartire con la mia attività, ( che amo moltissimo) ma trovo affitti e posti non adatti , sono passati tanti mesi e ancora sto aspettando la restituzione del trasloco, la merce è buttata nel mio garage e si rovina sempre di piu', non ho un terreno e anche se fosse non posso comprare uno chalet per ricominciare...!!! nella mia ttività avevo un dipendente part time e come tutti è in cassa integrazione, solo che tutte le festività gliele devo pagare io di tasca mia...la cosa mi ha fatto decidere di chiudere la partita IVA e cercare un lavoro forse altrove...che tristezza avevo quasi realizzato il mio sogno, ho speso soldi e tempo per realizzarmi professionalmente e adesso se lo trovero' dovro' accontentarmi di un lavoro qualsiasi per poter pagare tutti i fornitori rimasti in sospeso, mutuo e quant'altro!!!!