L'Aquila: Ultimo appuntamento con "Un'introduzione all'opera"

In scena "Il Barbiere di Siviglia"

lunedì 23 gennaio 2012, 00:21
In scena "Il Barbiere di Siviglia"

Si chiude il 23 gennaio, sulle note di Rossini “Un’introduzione all’opera”, la prima parte del viaggio nel mondo del melodramma proposto da I Solisti Aquilani, in collaborazione con il MUSPAC e Gli Artisti Aquilani, nell’ambito del progetto La Città che sPiazza, destinato ad interventi di recupero della socialità.

 Assolutamente originale la formula scelta. La narrazione si svolge, infatti,  tra  “schegge” di DVD dell’opera,  brani letterari che ripercorrono la storia dell’eroina e dell’eroe di turno  e notizie  sull’opera e il suo tempo a cura di Walter Tortoreto, che tesse la cornice generale, guidando il pubblico all’ascolto.

Il viaggio è iniziato il 28 novembre con La Traviata melodramma in tre atti di Giuseppe Verdi rappresentato per la prima volta a Venezia al Teatro La Fenice, il 6 marzo 1853 e terza opera della famosa “trilogia popolare” (con Trovatore e Rigoletto).

E’ stata poi la volta, il 5 dicembre, de La Bohème, opera in quattro atti di Giacomo Puccini, rappresentata per la prima volta nel febbraio del 1896. Conclusione il 23 gennaio sulle note de Il Barbiere di Siviglia, opera buffa in due atti di Gioachino Rossini, rappresentata per la prima volta a Roma al Teatro Argentina il 20 febbraio del 1816. Agli attori, Theano Vavatziani e Giulio Votta il compito di  narrarci le due vite di Rossini e di cimentarsi con le annotazioni tratte da Michele Girardi, musicologo di fama e grande studioso del repertorio operistico.Il Barbiere di Siviglia, con le sue melodie eleganti, i suoi ritmi trascinanti e il suo superbo stile di composizione, viene considerata la più grande opera buffa italiana, eternamente fresca nella sua vena comica e nella sua inventiva.

Come spesso capita nello strano mondo della lirica, Il Barbiere, alla sua prima  rappresentazione fu un fiasco strepitoso. Il giovane Gioachino, con quell'opera, aveva osato sfidare il grande Paisiello,mettendo in scena, mentre era ancora vivo il famoso compositore napoletano, un'opera che lo stesso aveva gia musicato. Il confronto con Paisiello era temuto, tanto che nel libretto fu pubblicato un "Avvertimento al pubblico" in cui si affermava che: "Il Signor Maestro Gioachino Rossini, onde non incorrere nella taccia d'una temeraria rivalità con l'immortale autore che l'ha preceduto, ha espressamente richiesto che Il Barbiere di Siviglia fosse di nuovo interamente versificato, e che vi fossero aggiunte parecchie nuove situazioni di pezzi musicali, che erano d'altronde reclamate dal moderno gusto teatrale, cotanto contagiato dall'epoca in cui scrisse la sua musica il rinomato Paisiello." Questo non evitò che gli ammiratori del Paisiello boicottassero la "prima", inveendo e rumoreggiando per l'intera esecuzione. A ciò bisogna aggiungere le mille disavventure che capitarono durante l'intera rappresentazione, lasciando esterrefatto lo stesso Maestro pesarese, che dal cembalo dirigeva l'opera. Ma gia alla seconda rappresentazione il pubblico romano ebbe ad inchinarsi alla musica immortale del Barbiere, cosi come, a malincuore, ebbero a fare gli ammiratori del Paisiello..

 

 

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