La città non vuole dimenticare. Soprattutto non vogliono dimenticare i parenti delle 308 vittime del terremoto dello scorso anno, in gran parte giovani e giovanissimi. Come gli otto universitari della Casa dello Studente, i tre ragazzi del Convitto nazionale e i tanti altri che hanno trovato la morte nelle abitazioni private.
Il sei di ogni mese da dieci mesi L'Aquila ricorda, anche sabato sera una fiaccolata silenziosa ha attraversato via XX Settembre per raggiungere la Casa dello studente.
Le parole che ricorrono, sussurrate ma urlate nel profondo del cuore, sono verità e giustizia, che traspaiono anche dai volti di tutte le persone che così hanno voluto rendere omaggio alle vittime dell'incuria umana. I toni forti, la rabbia, emergono solo dagli striscioni apposti poi sulla rete che protegge da quel che rimane dello studentato pubblico.
Ci si è poi spostato in una piazza Duomo fredda e deserta dove sono stati letti i nomi di tutte le 308 vittime e un brano, scritto da una sopravvissuta che ad Onna, ha perso le due figlie.
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