Ragazze di 14 e 16 anni davano proprie foto nude in cambio di ricariche telefoniche e denaro

Il traffico era gestito da un 32enne di San Benedetto del Tronto

giovedì 19 maggio 2011, 19:46
Il traffico era gestito da un 32enne di San Benedetto del Tronto

Adolescenti fra i 14 e i 16 anni cedevano proprio foto osé in cambio di ricariche per il telefonino: lo ha scoperto la Guardia di Finanza di Verbania che sta ricostruendo un traffico di circa duemila immagini via Internet.

Il traffico faceva capo a un commerciante di 32 anni, residente a San Benedetto del Tronto, che è stato già denunciato alla magistratura in stato di libertà per varie ipotesi di reato. Le indagini sono partite dalla Procura e dalle Fiamme Gialle di Verbania sulla base della segnalazione dei genitori di una studentessa di 15 anni che da sola si è fatta una foto con il telefonino, nella quale appare seminuda e in posa alquanto osé.

I due genitori, insospettiti dalle ore trascorse dalla figlia a navigare su Internet, hanno controllato il suo computer e hanno scoperto la sua foto seminuda, insieme ad altre analoghe.

Si sono così rivolti - riferisce La Stampa nell'edizione di Verbania - alla Guardia di Finanza che ha ricostruito il traffico al quale facevano capo circa duemila immagini, tutte di minorenni nude o vestite solo di un perizoma, o di un velo, finite nelle mani del commerciante marchigiano.

Secondo le Fiamme Gialle, l'uomo contattava le ragazzine via Internet promettendo loro ricariche telefoniche, ma anche provini come fotomodelle e attrici. Il pagamento in cambio della foto era immediato: gli bastava chiedere alle adolescenti il numero di cellulare da ricaricare e lo faceva senza altri contatti di alcun tipo. Le indagini si stanno svolgendo nel riserbo totale, soprattutto per accertare in che modo l'uomo utilizzasse il suo archivio.

L'ipotesi formulata dagli investigatori è che l'uomo vendesse poi le immagini in un 'giro' di pedopornografia. Le Fiamme Gialle stanno anche cercando di stabilire se l'uomo agiva da solo o se era in collegamento con altre persone.

Sempre secondo gli elementi trapelati finora, nella vicenda sono coinvolte ragazzine piemontesi, ma soprattutto del centro Italia, in particolare delle Marche e dell'Abruzzo.

Il fenomeno delle "candy girl", piccole imprenditrici di loro stesse che barattano qualche foto e video per soldi e ricariche telefoniche, è stato denunciato nei giorni scorsi, in occasione della giornata contro la pedopornografia, dall'Ecpat, un'organizzazione che fa parte di una rete internazionale che combatte il mercato del sesso con bambini dal 1990.

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jasmin venerdì 26 agosto 2011, 19:30

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