Sparatoria a Pescara: 5 arresti (Nomi), spedizione tipo quella di Rigante

Ecco i presunti componenti del commando

23 Aprile 2015   13:20  

Il pugile 33enne, Emanuel Zuanel, gambizzato da un commando la scorsa domenica, "ha rischiato di morire".

Contro di lui, ancora ricoverato in ospedale con una prognosi di 45 giorni, una vera e propria "spedizione punitiva" tipo "quella dell'omicidio Rigante (il tifoso ucciso tre anni fa nel corso di una sparatoria)".

A ricostruire i fatti del 19 aprile in via Lago di Capestrano a Pescara, il Questore di Pescara, Paolo Passamonti, durante la conferenza stampa convocata a seguito dei 5 arresti dei presunti responsabili, tutti pregiudicati, e indagati per tentato omicidio e porto abusivo di armi in concorso con William Natali (34), già tratto in arresto nell' immediatezza della sparatoria e tuttora detenuto.

"Si é sfiorata la tragedia - ha affermato Passamonti - ma fortunatamente é andata bene".

"Diciamo a chi delinque - ha proseguito - che verrà sempre perseguito. Voglio sottolineare anche l'apporto dato da alcuni cittadini soprattutto nella prima fase delle indagini per ricostruire le fasi dell'agguato. Il controllo del territorio che operiamo su Pescara ha prodotto risultati immediati. Abbiamo sulla città nell'arco delle 24 ore cinque macchine delle Volanti e almeno due del Reparto Prevenzione Crimine.

Non a caso registriamo un crollo delle rapine in banche e uffici postali grazie anche al presidio continuo delle forze dell'ordine sul territorio". Il vice Questore e primo Dirigente della Mobile Pierfrancesco Muriana ha poi spiegato: "Le indagini non sono concluse.

Dobbiamo trovare ulteriori riscontri di un quadro abbastanza chiaro.

Dobbiamo recuperare l'arma e fare luce sull'esatto movente che al momento possiamo ritenere sia quello della richiesta di denaro del ferito.

Dobbiamo stabilire il calibro della pistola utilizzata. Si tratta di un revolver, anche se sul posto non abbiamo trovato bossoli.

Il calibro serve per rafforzare l'accusa di tentato omicidio perché il commando ha agito con unità di intenti ben precisa con Luigi Di Pietrantonio che spara, prima dell'aggressione.

C'era volontà di ferirlo. Sono stati sparati più colpi".

"La vittima - ha detto il dirigente della Mobile - ne ha contati cinque. Lui é stato colpito da tre colpi alle gambe e vicino all'arteria femorale.

I medici ci dicono che ha corso il rischio di morire". Da parte del dirigente delle Volanti, Dante Cosentino, è stato sottolineato "l'importante apporto, sin dai primi momenti delle indagini, dell'allerta dei cittadini".

Le indagini sulla vicenda non sono quindi ancora concluse.

Gli investigatori cercano "ulteriori riscontri di un quadro abbastanza chiaro".

Stando a quanto emerso, il commando ha agito con "unita' di intenti" e con la volonta' di colpire Emanuel Zuanel con la pistola: Luigi Di Pietrantonio spara al pugile e gli altri, Luca e Deny Di Pietrantonio, figli di Luigi, Valerio e Diego Di Lazzaro, nipoti di Luigi e William Natali, arrestato nei giorni scorsi, colpiscono la vittima con calci e pugni.

Gli investigatori stanno lavorando per fare luce sull'esatto movente che, al momento, ritengono sia legato alle continue richieste di denaro da parte del pugile, probabilmente, a piu' di uno degli arrestati.

"Sono stati sparati piu' colpi - ha detto in conferenza stampa il dirigente della squadra mobile Pierfrancesco Muriana -.

La vittima ne ha contati cinque.

Sicuramente e' stato colpito da tre colpi alle gambe e vicino all'arteria femorale.

I medici ci hanno detto che ha corso il rischio di morire perche' i colpi sono passati nella zona dell'arteria femorale".

Gli arrestati hanno detto di essere innocenti.

"E' stata una spedizione punitiva - ha affermato il questore di Pescara Paolo Passamonti - tipo quella dell'omicidio Rigante. Si e' sfiorata la tragedia, ma fortunatamente e' andata bene.

Diciamo a chi delinque che verra' sempre perseguito". Il questore ha, inoltre, evidenziato anche "l'apporto dato da alcuni cittadini soprattutto nella prima fase delle indagini per ricostruire le fasi dell'agguato.

Il controllo del territorio che operiamo su tutto il territorio di Pescara ha prodotto risultati immediati.

Nell'arco delle 24 ore sono operative cinque macchine delle Volanti e almeno due del Reparto Prevenzione Crimine. Inoltre una macchina e' operativa anche a Montesilvano.

Non a caso, abbiamo registrato un crollo delle rapine ai danni delle banche e degli uffici postali grazie anche al presidio continuo delle forze dell'ordine sul territorio".

La vittima e' ancora ricoverata all'ospedale di Pescara con una prognosi di 45 giorni.


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