Tangenti Aca e Ater, D'Alessandro: ''Portavo mazzette dentro il giornale a Di Cristoforo'''

18 Luglio 2013   11:01  

Uno scenario desolante quello che emerge dai verbali della deposizione dell’imprenditore aquilano Claudio D’Alessandro, da cui è scaturita la clamorosa inchiesta Shining light.

D'Alessandro ammette di aver pagato mazzette e tante per ottenere appalti da ''Orso Marsicano'', alias il presidente dell'Aca Ezio Di Cristoforo, uomo del Pd, dall'amministratore unico dell'Ater di Chieti Marcello Lancia, detto ''ganghetta'', grande attivista della destra pura e dura sulmontina ed ex candidato del Pdl, al "militare coccia pelata" e cioè il tenente colonnello dell'Esercito William Basciano.

"Soprannomi sintomatici", scrive il gip Luca De Niniis, "o di un'altissima confidenza o più verosimilmente della volontà di stigmatizzare, quasi goliardicamente, caratteri personali degli interlocutori pubblici, in psicologica coerenza con la natura illecita dei rapporti esistenti".

D’Alessandro racconta che dopo la conclusione del primo appalto ottenuto regolarmente nel 2010, instaurò una ''interlocuzione illecita'', con il presidente Aca De Cristofaro, ma anche con i dirigenti Bartolomeo di Giovanni e Lorenzo Livello.

Secondo questo oliatissimo sistema l'imprenditore doveva consegnare, e anche con una certa sollecitudine, il 6% dell’importo totale dell’appalto, che Di Cristofaro riusciva ad assicurare all'imprenditore, truccando la selezione, a prescindere ovvimente dalla qualità della prestazione e dalla convenienza per le casse pubbliche.

Le mazzette venivano consegnate da D'Alessandro dentro un giornale, direttamente nell'ufficio di De Cristofaro.

''Io andavo all'ufficio suo, gli mettevo o dentro a un giornale o dentro una cosa ... glielo posavo sulla scrivania e me ne andavo''

In questo modo in tre anni le ditte di D’Alessandro hanno ottenuto appalti di manutenzione per 1,6 mln.

D'Alessandro afferma anche di aver subito intimidazioni, quando la notizia di una sua confessione ha cominciato a circolare: minacce anonime sono state fatte via telefono alla mamma, malata di cuore, che poi è stata ricoverata in ospedale.

L'INCHIESTA

Un lavoro coordinato dal Corpo Forestale dello stato di Pescara, L'Aquila e Chieti e dalla squadra mobile di Pescara ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari nei confronti di personale, anche apicale di ACA  (Azienda Comprensoriale Acquedottistica A.C.A. spa, società in house providing a totale capitale pubblico) e ATER (Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) di Chieti, dell’Ufficio Nucleo Contratti dell’Ispettorato Infrastrutture dell’Esercito Italiano di Pescara, l’ufficio Lavori Pubblici del Comune di Montesilvano. Perquisita anche la sede della Regione Abruzzo - Ufficio Appalti e Contratti di L’Aquila.

Il gip Luca De Ninissu richiesta del procuratore capo Federico De Siervo e dal pm Annarita Mantinicontesta loro i reati di di corruzione, concussione, turbata libertà degli incanti, falso e truffa a vario titolo.

L'operazione che ha impegnato centinaia di uomini del personale della Forestale e della Polizia ha portato ai domiciliari:

Ezio Di Cristoforo, presidente dell’ACA spa
Marcello Lancia, amministratore unico dell’ATER di Chieti
Ernesto Marasco, dirigente dell’ATER di Chieti
Alessandro Faraone, geometra dell’ATER di Chieti
Salvatore Tasso, geometra del settore Lavori Pubblici del comune di Montesilvano
William Basciano, tenente-colonnello dell’esercito italiano e comandante dell’Ispettorato Infrastrutture dell’esercito.

Tangenti, 50mila euro a Di Cristoforo e "onorario" del 5/6% su appalti truccati

Il sistema, secondo la Procura, sarebbe stato semplice, sugli appalti si sarebbe versato il 5/6% dell'importo in beni mobili, denaro o assunzioni clientelari.

Così sarebbe andato avanti l'appalto, per un importo complessivo di 1,6 milioni di euro, della manutenzione ordinaria della rete fognaria di Pescara.

Secondo il gip sarebbero stati corrisposti a Di Cristofaro 50mila euro con la promessa di ulteriori 48mila euro a fronte dell'aggiudicazione dell'appalto per la manutenzione fognaria per l’anno 2013-2014.

90mila euro a Lancia sui danni del terremoto alle palazzine di via Amiterno di Chieti

Turbativa d'asta per l'ATER di Chieti sull'appalto per la riparazione delle palazzine danneggiate dal sisma del 6 aprile 2009 in via Amiterno a Chieti, appalto dell'importo complessivo di 1,2 milioni di euro.

L'imprenditore Claudio D'Alessandro a fronte della vincita del bando avrebbe versato a Marcello Lancia amministratore unico dell'ATER 90mila euro più altre tangenti anche a Ernesto Marasco e Alessandro Faraone (che ha visto pagati i mobili della cucina).

Montesilvano, truccato appalto da 900mila euro

A Montesilvano, sempre secondo il gip, gli appalti truccati sarebbero quelli per i lavori di completamento della Scuola di Villa Verrocchio e  per i lavori di  Via Maresca

A Salvatore Tasso sarebbero entrati illecitamente 9mila euro e la promessa di altri 29mila in più tranche.

20mila euro di tangenti anche nell'Esercito Italiano

Sempre l'imprenditore Claudio D'Alessandro avrebbe consegnato al tenente colonnello William Basciano 20mila euro in varie tranche oltre che l'assunzione del figlio dell’ufficiale presso una ditta riconducibile all'imprenditore.

Gli appalti truccati sarebbero quelli inerenti i lavori svolti presso la Caserma Clementi di Ascoli Piceno e la Caserma Falcinelli di Ancona, per un ammontare di  circa 400mila euro.

Dodici sono complessivamente gli indagati: i due imprenditori Claudio ed Antonio D’Alessandro, l’ex Vice Sindaco di Cepagatti Leone Cesarino, Renzo Sergiacomo, direttore dei lavori per l’appalto della pubblica illuminazione di Cepagatti, Lorenzo Livello e Bartolomeo Di Giovanni entrambi funzionari dell’ACA SPA.

 


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