Domiciliari per ex capo Polizia municipale Roma, anche un pescarese coinvolto

27 Febbraio 2014   07:32  

Arresti domiciliari per l'ex capo della Polizia Municipale di Roma Angelo Giuliani e per altre tre persone che rappresentavano i vertici della società "Sicurezza e Ambiente" che ripristinava il manto stradale dopo gli incidenti. L'accusa per tutti è di corruzione ed è legata alla irregolarità nell'affidamento dell'appalto a questa società per il tramite di Giuliani. Gli arresti sono stati eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo di Roma guidati dal colonnello Lorenzo Sabatino.

Stando agli accertamenti condotti dai pm Ilaria Calò e Laura Condemi, coordinati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale, l'ex capo della polizia municipale sarebbe intervenuto illecitamente per far sì che l'appalto, del valore di alcuni milioni di euro, andasse alla società 'Sicurezza e Ambiente' senza alcun bando di gara. In cambio Giuliani avrebbe ottenuto somme di denaro, sotto forma di sponsorizzazioni, per il centro sportivo dei vigili, a lui riconducibile. A finire ai domiciliari, oltre all'ex capo dei vigili urbani della capitale, sono stati i vertici di 'Sicurezza e Ambiente', come il direttore generale Angelo Cacciotti, il legale Giovanni Scognamiglio, e il dirigente Iano Santoro, domiciliato a Pescara. 

Gip su falso verbale, indagati anche Scafati e Sozi 
Non c'è solo l'ex capo della polizia municipale Angelo Giuliani nella vicenda legata al falso verbale di insediamento della Commissione che nel 2012 avrebbe dovuto selezionare 300 posti di vigili urbani a Roma. Oltre a Giuliani, infatti, l'accusa è stata contestata anche ai dirigenti del Corpo Donatella Scafati e Maurizio Sozi nella veste di componenti della commissione, e a Gloria Conte e Alessandra Scione in qualità di segretarie.

Nel mirino di chi indaga è finito "un verbale di insediamento di questa commissione datato 28 luglio 2012 ideologicamente falso", nel quale gli indagati "attestavano, sottoscrivendolo, la propria presenza dalle 18 alle 19.30 (ora di chiusura della seduta) presso l'ufficio del Comandante del Corpo di Polizia Locale di Roma Capitale in via della Consolazione 4, e nel quale davano atto, tra l'altro, di aver proceduto alla visione degli atti relativi alla procedura, alla graduatoria di merito e di non trovarsi in sistuazioni di incompatibilità rispetto ai candidati". Ma secondo chi indaga Giuliani e Sozi, nel momento in cui il verbale veniva redatto, non erano presenti un ufficio.

Gip su Giuliani, tangente 30mila euro al Circolo sportivo 
Trentamila euro: è la somma che l'ex capo della Polizia Municipale di Roma, Angelo Giuliani, avrebbe ricevuto dalla società 'Sicurezza e Ambientè che si era aggiudicata l'appalto, senza una gara pubblica, per la manutenzione delle strade dopo gli incidenti. Quella dazione, secondo il gip Nicola di Grazia, che ha disposti i domiciliari per Giuliani e tre dirigenti della società, sarebbe avvenuta nel marzo 2011 sotto forma di sponsorizzazione per il Circolo Sportivo dei vigili urbani e giustificata "in modo fittizio mediante un contratto privo di data artatamente predisposto in funzione delle indagini in corso". 

L'episodio corruttivo, oltre a Giuliani, chiama in causa Angelo Cacciotti, consigliere cda della Sa ed amministratore di fatto, Giovanni Scognamiglio, amministratore delegato, Giovanni Bort, presidente del Cda della Sa (a carico del quale non è stata accolta la carica di arresto), e Iano Santoro, dirigente. In particolare, secondo l'accusa, il servizio sarebbe stato affidato a 'Sicurezza e Ambientè "in violazione della disciplina in tema di contratti pubblici, dapprima in via sperimentale in assenza di gara e poi in via definitiva con procedura semplificata". 

Indagato anche ex dg Rai Alfredo Meocci 
C'è anche Alfredo Meocci tra i soggetti accusati di corruzione nell'indagine della procura di Roma che questa mattina ha ottenuto gli arresti domiciliari per l'ex capo dei vigili urbani, Angelo Giuliani, e tre dirigenti della societa' 'Sicurezza e Ambiente'. Meocci, che tra il 2005 e il 2006 e' stato direttore generale della Rai, e' stato coinvolto come componente dell'Autorita' per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture. Secondo chi indaga, nel 2013 avrebbe espresso un parere favorevole in merito all'assegnazione dell'appalto alla societa' 'Sicurezza e Ambiente', senza che ci sia stata alcuna gara, quando nel 2012 il giudizio dell'Avcp, sempre su questo stesso appalto, era stato negativo.


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