"La #Panda non la faccio più in #Italia", Il Gruppo #Fiat #Chrysler Sposterà La Produzione

A #Pomigliano fabbricherà modelli #Alfa o #Maserati

mercoledì 08 marzo 2017, 09:56
A #Pomigliano fabbricherà modelli #Alfa o #Maserati

Il gruppo Fiat Chrysler sposterà la produzione della nuova Panda fuori dall'Italia nel 2019-2020, e al suo posto nello stabilimento di Pomigliano produrrà modelli Alfa o Maserati. 

Lo ha annunciato l'ad Sergio Marchionne che, durante la conferenza stampa al Salone dell'auto di Ginevra, ha definito l'operazione Psa-Opel "un passo nella giusta direzione" dicendosi sempre disponibile a valutare un accordo con Gm ("è una porta che non si è mai aperta, ma potrei riprovare a bussare"), ma anche con altre case, tanto da prevedere che "a un certo momento Volkswagen verrà senza dubbio a parlarci".

La Panda dunque "andrà altrove, non ora, ma nel 2019-2020, lo stabilimento di Pomigliano ha la capacità di fare altre auto del segmento premium.

La futura Panda non la faccio a Pomigliano e neppure in Italia". 

Con parte del sindacato subito sul chi va là, Marchionne ha successivamente rassicurato:

"Nello stabilimento di Pomigliano abbiamo investito molto per rimetterlo su, è chiaro che ci crediamo. La Panda verrà rimpiazzata da un'altra macchina, sarà un'Alfa o una Maserati. Oggi non cambiamo nulla, la fabbrica produce bene, ma Pomigliano sa fare di meglio della Panda".

Quanto ai marchi del gruppo, Marchionne ha affermato che "Alfa ha un grande futuro" con risultati che si vedranno nel 2018-2019; "siamo contenti di quanto fatto con Giulia e Stelvio, ora completeremo la gamma". 


Pollice verso invece per la Lancia: "Mi dà fastidio non poterla finanziare, ma non ho visto progetti convincenti per il rilancio, si rischiano di fare pasticci quindi preferisco lasciarla stare". Fca comunque "non venderà marchi ai concorrenti, almeno finchè ci sono io". 

Intanto l'annuncio lunedì a Parigi dell'accordo Psa-Opel riporta d'attualità il tema delle fusioni e del consolidamento del settore. Marchionne approva la mossa: "è un primo passo nella giusta direzione, se sufficiente o no non lo sappiamo.

Sarà un accordo difficile da mettere insieme - prevede - si dovrà risolvere la sovracapacità produttiva. Certo, se avrà successo, Psa avrà una posizione molto più forte in Europa rispetto ad altri produttori e sarà di incoraggiamento e di stimolo. Al tempo - ricorda il tentativo di approccio a Opel - a Berlino parlai con Merkel per cercare di arrivare a questo, l'approccio era diverso ma l'esigenza di razionalizzare era chiara già nel 2008-2009 e non è stata risolta. Al numero uno di Psa, Carlos Tavares, vanno comunque i complimenti: "è un ottimo cuoco - ricorre alla metafora - non so se diventerà un tre stelle Michelin ma a casa sua si mangia e non brucia la colazione. Mi piace, è bravo e ambizioso, ha lavorato in maniera efficiente e rapida".

Nessun problema, garantisce, per Sevel, la joint venture tra Fca e Psa: "Va bene, il contratto è fino al 2020 e comunque abbiamo l'opzione per riprenderci tutto a fine anno".

Quanto alla partita con General Motors che in passato aveva respinto le avance di Fca, "non chiudo mai nessuna porta, ma qui è impossibile chiuderla perchè non si è mai aperta. Io ho bussato ma non ho ottenuto risposta, potrei riprovare, ma potrei bussare a qualsiasi porta se pensassi fosse giusto per il business. Non è che deve avvenire qualcosa primache io mi ritiri, l'importante è realizzare il piano, guadagnare di più ed estinguere i debiti. Una fusione puòavvenire sotto la mia guida o no, ma le persone ragionevoli arriveranno alla conclusione che bisogna consolidare le forze".

Di certo con Gm "la fusione ora è meno desiderabile, perché con Psa-Opel abbiamo perso il 20% delle sinergie che si potevano realizzare la fusione. La mia idea comunque rimane la stessa, non cambia niente. Poi se loro hanno detto di avere preoccupazioni geopolitiche, lo stesso vale per noi".

Marchionne ha poi confermato l'addio a Fca ("lascerò a fine 2018") ma non alla Ferrari ("resterò fino al 2021, se voglio prendere gli incentivi devo rimanere per forza"). Quanto poi alla situazione negli Usa, Marchionne ha affermato che il gruppo sta lavorando per trovare una soluzione al problema delle emissioni inquinanti contestate dall'agenzia per l'ambiente e punta ad avere la certificazione per i modelli 2017.

Sul presidente Trump sostiene che "sta cercando di promuovere l'occupazione nel suo Paesecosì come si fa in Europa", mentre con Google si continua a lavorare per l'auto senza pilota. Soddisfazione, infine, per la nuova vettura di Formula 1 della Ferrari: "L'obiettivo è vincere, quando succederà non lo so dire. Siamo contenti di come sta andando la macchina, è buona come disegnata e messa su strada, ho apprezzato i cambiamenti".

Salvini: "Restituisca soldi dello stato se licenzia lavoratori italiani" 

"Vergogna: Marchionne e la Fiat restituiscano tutti i soldi ricevuti dallo Stato nel caso in cui licenzieranno anche solo un lavoratore italiano". Il segretario della Lega Matteo Salvini va all'attacco dell'ad Fiat che ha annunciato l'addio della Panda da Pomigliano per trasferirsi probabilmente in Polonia. 

Carlo Tassi

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