Del Corvo, un marsicano per la ricostruzione aquilana

30 Marzo 2010   00:06  

Il centrodestra ha conquistato al primo turno la Provincia dell'Aquila. Antonio Del Corvo, consigliere regionale,  eletto con il listino, fedelissimo del senatore e neo-sindaco Filippo Piccone, coordinatore del Pdl regionale, di Celano come lui, corona una fulminea carriera politica accomodandosi nella poltrona di presidente della Provincia dell'Aquila. Allocata dentro un container, poiché la vecchia sede è stata distrutta dal terremoto del 6 aprile.

In Provincia dell'Aquila ha vinto la Marsica, molto più popolosa dell'entroterra sismico, e che ha votato compatta per il suo candidato. L'Aquila come in occasione delle regionali si è divisa e ha pagato in termini di rappresentanza politica e istituzionale.

Si legge un messaggio chiaro in questo voto che premia Del Corvo: i territori ''altri'' rispetto al cratere sismico, come la Marsica, la Valle Peligna,  la Val di Sangro, chiedono visibilità e considerazione, perché la crisi morde, le fabbriche chiudono,  e gli effetti del terremoto anche lì si sono fatti sentire sull'economia. Territori che però non potranno affrontare i loro problemi beneficiando di aiuti diretti, come si spera avverrà nel cratere sismico aquilano.   E temono che le già scarse risorse si concentrino esclusivamente nelle aree terremotate. 

''Ha perso L'Aquila, hanno perso gli aquilani  terremotati'', ''Del Corvo sarà lo zerbino del governo, non lotterà per i nostri diritti'', ''Del Corvo è un prestanome di Piccone, quello che diceva che L'Aquila non è più capoluogo della Regione'':  questi alcuni commenti al vetriolo, e dettati dalla delusione, da parte di esponenti politici del  centrosinistra, in particolare del capoluogo, dove ad affermarsi è stata, ma non quanto basta, la presidente uscente Stefania Pezzopane.

Fatale per lei è stato il forte astensionismo, e i voti determinanti, per Del Corvo, portati nella gerla del centrodestra, da candidati e dalle liste aquilane, come l'Mpa di Giorgio De Matteis, o come Mimmo Srour, ex-centrista di centrosinistra, recentemente illuminato sulla via di Arcore. 

Nei prossimi mesi Del Corvo dovrà se necessario battere i pugni sul tavolo del governo per ottenere fondi per la ricostruzione. Dovrà  affrontare una crisi economica devastante che sarà la vera emergenza nel cratere sismico, dove sono quasi 20mila i cassintegrati.
Dovrà essere lui ad evitare che pezzo dopo pezzo le spoglie amministrative dell'Aquila siano spartite da altri  territori abruzzesi, ai quali in tempi di crisi farebbe assai comodo un ufficio ed ente in più, o un distaccamento provvisorio-definitivo di questo o quel dipartimento e corso universitario. E distribuire i fondi a disposizione avendo un occhio di riguardo per le aree terremotate, come è sempre avvenuto ed è giusto che sia.

''Il mio segreto è che ho saputo parlare con la gente'', ha affermato ai nostri microfoni il neo presidente. Dovrà continuare a farlo, Del Corvo: essere presidente di Provincia significa soprattutto rappresentare  i problemi e le aspirazioni di un territorio, facendoli valere nei tavoli e nei palazzi dove le decisioni si prendono per davvero,  e dove i soldi  vengono stanziati. Di deleghe e poteri le Province in fondo  ne hanno ben poche, ed è per questo che tanto tempo fa il centro-destra voleva abolirle, giudicandole mere fabbriche di poltrone e costosi distributori di incarichi e prebende. 
Dipenderà anche dall'impegno e dal talento politico di Del Corvo, dimostrare che le Province, almeno in un territorio da ricostruire e devastato da un sisma come quello aquilano,  non sono enti inutili.

FT

 


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