Eclissi, Abruzzo tagliato fuori dallo spettacolo: poi il cielo si accende

11 Agosto 2026   12:41  

Il Sole eclissato tramonterà troppo presto per l’Abruzzo, ma nella notte arriverà il picco delle Perseidi con condizioni eccezionali e cento meteore orarie.

Per una volta l'Abruzzo resterà fuori dal grande spettacolo astronomico. L'attesissima eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 attraverserà una parte dell'Europa e sarà osservabile, almeno parzialmente, anche da diverse regioni italiane. Nel Centro-Sud, però, il momento più spettacolare arriverà troppo tardi: quando l'eclissi raggiungerà il massimo, il Sole sarà già tramontato.

A complicare ulteriormente la situazione abruzzese c'è la conformazione del territorio. L'eclissi si svilupperà infatti con il Sole bassissimo sull'orizzonte occidentale, rendendo determinante la presenza di montagne e altri ostacoli. Le mappe elaborate dall'Istituto nazionale di astrofisica tengono conto proprio dei rilievi e mostrano come, scendendo verso il Centro-Sud, la possibilità di assistere alle fasi più avanzate diminuisca rapidamente.

Il fenomeno inizierà in Italia attorno alle 19.30, mentre intorno alle 19.50 l'oscuramento sarà già ben evidente nelle località favorite. Il culmine della fase parziale è previsto attorno alle 20.20, ma proprio l'orario serale farà la differenza tra Nord e Sud.

Le condizioni migliori si avranno nel Nord Italia, soprattutto nelle zone con l'orizzonte occidentale completamente libero. Nessuna località italiana, tuttavia, entrerà nella fascia della totalità: per assistere al vero “Sole nero” bisognerà raggiungere la Groenlandia, l'Islanda o la Spagna. Proprio sulla Penisola Iberica l'eclissi totale accompagnerà il Sole verso il tramonto prima che l'ombra della Luna lasci definitivamente la superficie terrestre nel Mediterraneo.

L'eclissi avviene quando la Luna si interpone tra Terra e Sole, proiettando la propria ombra sul nostro pianeta. Soltanto all'interno di una fascia relativamente stretta è possibile assistere alla totalità e vedere comparire la corona solare. Al di fuori di quell'area il disco della nostra stella viene coperto soltanto in parte.

Anche dove l'eclissi sarà parziale resta indispensabile utilizzare occhiali o filtri certificati per l'osservazione solare. Il fatto che una grande porzione del disco possa essere nascosta dalla Luna non rende sicuro guardare direttamente il Sole.

Per gli appassionati abruzzesi, però, la delusione durerà poco. Terminato il tramonto, il cielo offrirà infatti un secondo appuntamento: nella notte tra il 12 e il 13 agosto è previsto il massimo delle Perseidi, le tradizionali “stelle cadenti” associate alle notti di San Lorenzo.

Il 2026 sarà un anno particolarmente favorevole. Proprio il 12 agosto la Luna sarà nuova, eliminando praticamente del tutto il disturbo della luce lunare. Lontano dai centri abitati e sotto un cielo sufficientemente buio sarà quindi possibile individuare anche le meteore meno luminose.

Secondo l'Unione Astrofili Italiani, nelle condizioni ideali lo sciame potrà raggiungere uno ZHR di circa 100 meteore ogni ora. Non significa necessariamente vedere cento stelle cadenti all'ora da qualsiasi punto di osservazione: si tratta del tasso zenitale teorico calcolato nelle migliori condizioni possibili. Resta comunque una delle occasioni più interessanti dell'ultimo decennio per osservare le Perseidi.

Le scie luminose sono originate dai minuscoli frammenti disseminati nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 e caratterizzata da un periodo orbitale di circa 133 anni. Ogni estate la Terra attraversa questa corrente di detriti, che entrando nell'atmosfera a circa 59 chilometri al secondo producono le caratteristiche tracce luminose.

Per l'Abruzzo sarà quindi una giornata astronomica dai due volti. L'eclissi resterà sostanzialmente nascosta dal tramonto e dall'orizzonte, mentre poche ore più tardi le Perseidi potranno regalare una notte eccezionale. Per godersela serviranno soprattutto un luogo lontano dall'inquinamento luminoso, un'ampia porzione di cielo visibile e un po' di pazienza: niente “Sole nero”, ma potenzialmente decine di stelle cadenti.


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