L’uomo, ancora senza identità, è stato soccorso nel cortile di una palazzina di via Aterno: potrebbe essere precipitato dal secondo piano nella notte.
Un uomo privo di documenti e ancora non identificato è stato trovato agonizzante nel cortile di una palazzina di via Aterno, a Pescara. Il ritrovamento è avvenuto nella tarda serata di lunedì 10 agosto e sulle circostanze dell'accaduto sono ora in corso approfonditi accertamenti da parte della Polizia di Stato.
Le condizioni dell'uomo sono apparse immediatamente molto serie. Dopo l'allarme sul posto è intervenuto il personale sanitario del 118, che ha prestato le prime cure e disposto il trasferimento d'urgenza all'ospedale Santo Spirito di Pescara, dove il ferito è stato ricoverato in gravi condizioni.
Uno dei primi problemi che gli investigatori stanno cercando di risolvere riguarda proprio la sua identità. Al momento del ritrovamento, infatti, l'uomo non avrebbe avuto con sé documenti che consentissero di identificarlo rapidamente.
Contemporaneamente sono partiti gli accertamenti per comprendere cosa sia realmente successo all'interno della palazzina. In via Aterno sono intervenuti gli agenti della Squadra Volante, gli investigatori della Squadra Mobile e gli specialisti della Polizia scientifica, impegnati nei rilievi e nella raccolta di ogni elemento potenzialmente utile alla ricostruzione della vicenda.
Tra le ipotesi prese in considerazione c'è quella di una caduta dal secondo piano dell'edificio. I traumi riscontrati sarebbero compatibili con una precipitazione dall'alto, ma restano ancora da chiarire sia la dinamica sia le circostanze che avrebbero portato l'uomo a finire nel cortile. Per questo motivo, allo stato attuale, gli investigatori non escludono altre ipotesi.
Le verifiche hanno interessato anche l'interno della palazzina, nel tentativo di individuare elementi che possano spiegare la presenza dell'uomo nell'edificio e stabilire cosa sia accaduto nei minuti precedenti al ritrovamento.
Sul posto sono arrivati anche il capo della Squadra Volante Pierpaolo Varrasso e il dirigente della Squadra Mobile Francesco Monterisi, a conferma dell'attenzione con cui la Questura sta seguendo il caso.
L'indagine procede dunque su due fronti paralleli: da una parte stabilire chi sia l'uomo ricoverato, dall'altra ricostruire con precisione come sia finito nel cortile. Solo gli accertamenti della Polizia potranno chiarire se si sia trattato effettivamente di una caduta accidentale o se dietro il grave ferimento ci siano circostanze differenti.