Terremoto devasta la Colombia: 132 morti, a Cali bilancio sempre più grave

11 Agosto 2026   12:22  

Il sisma di magnitudo 7,4 ha devastato diverse regioni colombiane: soccorritori ancora tra le macerie, ospedali sotto pressione e migliaia di persone risultano disperse.

Continua ad aggravarsi il bilancio del violentissimo terremoto che ha colpito la Colombia il 10 agosto. Il sisma, di magnitudo 7,4, ha provocato almeno 132 morti e oltre 570 feriti, secondo i primi dati complessivi diffusi dalle autorità. Numeri che restano tuttavia provvisori mentre le squadre di soccorso continuano a scavare tra le macerie alla ricerca di persone intrappolate.

L'epicentro è stato individuato nell'area di San José del Palmar, nel dipartimento occidentale del Chocó. Il terremoto ha interessato una vasta porzione del Paese e provocato danni particolarmente pesanti nell'area occidentale e nella regione del cosiddetto Eje Cafetero. Tra le città maggiormente coinvolte figurano Cali, Pereira, Quibdó, Manizales e Armenia.

La situazione appare particolarmente drammatica a Cali, dove gli aggiornamenti locali hanno fatto salire il bilancio ad oltre 85 vittime e 885 feriti. Almeno 40 edifici sarebbero crollati e alle ricerche partecipano, oltre alle squadre cittadine, vigili del fuoco arrivati da Yumbo, Jamundí e Bogotá. Gli interventi proseguono nella speranza di individuare ancora superstiti.

Proprio dalle macerie di Cali è arrivata anche una notizia positiva: una madre e il suo bambino appena nato sono stati estratti vivi da un edificio di cinque piani crollato nel quartiere Ciudad Capri. Entrambi sono stati affidati ai sanitari e dichiarati fuori pericolo.

Nella città è stato disposto anche il coprifuoco, accompagnato dal rafforzamento della presenza di polizia ed esercito nelle zone maggiormente danneggiate. La decisione è stata adottata dopo le segnalazioni relative al rischio di saccheggi e con l'obiettivo di consentire ai soccorritori di lavorare senza ulteriori ostacoli. Gli ospedali sono stati posti in allerta rossa, mentre è stato proclamato lo stato di calamità pubblica.

Dopo lo stop provocato dalle interruzioni dell'energia elettrica, è stato invece riaperto l'aeroporto internazionale Alfonso Bonilla Aragón, che serve Cali. I tecnici hanno effettuato le verifiche necessarie sugli impianti prima di autorizzare la ripresa delle normali operazioni.

A Pereira il governo colombiano ha disposto l'invio di carburante, medicinali, generatori e autobotti, necessari soprattutto per garantire la continuità dell'assistenza sanitaria e il funzionamento delle strutture rimaste senza servizi essenziali.

Intanto comincia a mobilitarsi anche la comunità internazionale. Gli Stati Uniti hanno annunciato aiuti per 15,5 milioni di dollari, destinati tra l'altro ad alloggi di emergenza, alimenti e valutazione dei danni. Anche altri Paesi hanno offerto assistenza alla Colombia.

La priorità resta però la ricerca dei dispersi. Le prossime ore saranno decisive per raggiungere eventuali persone ancora vive sotto gli edifici crollati, mentre il numero definitivo delle vittime potrà essere stabilito soltanto dopo il completamento delle operazioni nelle aree più difficili da raggiungere.


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