07 mar  |  
08 mar  |  
09 mar  |  
10 mar  |  
11 mar  |  
Ultimo aggiornamento: venerdì 12 marzo, 15:52
Cronaca
 
 

Emergenza macerie, se ne parla in un summit operativo

Per visualizzare il video
è necessario Macromedia Flash Player
per istallarlo clicca qui
 
 

A otto mesi dal sisma le macerie, calcolate in due milioni di metri cubi solo nel comune del'Aquila, sono state rimosse in minima parte e e con estrema lentezza. A questo ritmo ci vorranno decenni prima di completare un immane intervento che è però la premessa e la condizione della ricostruzione di edifici e centri storici. La Provincia dell’Aquila ha così oggi convocato un incontro operativo  alla Scuola della Guardia di Finanza, a cui stano prenendo parte Regione Abruzzo, sindaci del cratere, l’ARTA, i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e la Forestale.  Si parte da una premessa, anzi più di una: occorre massima coordinazione tra gli attori istuzionali, occorre rendere operativi in tempi strettissimi i siti, la regione ne ha indicati nove,  in cui trasportare gli inerti preventivamente differenziati da altri matierial quali amianto e ferro. Ma potrebbe non bastare: è necessario anche un provvedimento legislativo o governativo finalizzato a semplificare le procedure burocratiche.
Numerosi sindaci del cratere propongono soluzioni ponte per liberare dalle macerie i centri storici dei loro paesi in tempi ragionevoli e prima che sia troppo tardi.

Nel servizio intervista a Michele Fina, assessore rpivicale Ambinete, Alfredo Moroni


I nove siti per rifiuti non pericolosi indicate dalla Regione Abruzzo
Pogio Picenze, Magliano dei Marsi, Segen Sante Marie, Civitella Roveto, Navelli, Villa Santa Lucia, Cogesa Sulmona, Santa Lucia Avezzano,Villavallelonga, Bocche di Forli Castel di sangro.

Le sei possibili Discariche per rifiuti inerti

Barisciano, Spica Sulmona, Valle Solegara Avezzano, Celano, Pizzoli, Isola del Gran Sasso.

Pierluigi Mantini UDC:  : '' E' il clientelismo che blocca la rimozione dalle macerie''

''Il primo problema è che L’Aquila è in una situazione di mancanza di governo molto grave. Non si riescono a fare le gare e questo è allarmante. Non c’è cultura amministrativa adeguata alla gravità dei problemi e a volte si pensa di risolvere le complessità con il mito dei poteri speciali o con la forza demiurgica della legge. A me risulta che all’Aquila, alla Dicomac, al Comune, agli enti locali, sono state presentate domande da parte di imprese leader in Italia nello smaltimento degli inerti. Aziende che sarebbero in grado di risolvere in modo assolutamente efficace il problema sul piano imprenditoriale, grazie ad attrezzature d’avanguardia e a macchinari che trasformano le macerie in calcestruzzi in polveri, riutilizzabili sul mercato.
Queste domande risultano senza risposta perché non si fanno le gare oppure si fanno con i metodi degli amici degli amici, come è avvenuto nel caso di Paganica, la classica buccia di banana. Allora, io ritengo che un’amministrazione seria e un mercato efficiente siano le risposte per risolvere anche i problemi degli appalti dei rifiuti e delle macerie; solo che le amministrazioni serie non ci sono e le gare non si fanno.
Anziché lottizzare anche politicamente le aree per gli inerti tra tanti piccoli imprenditori, che hanno mezzi inadeguati e insufficienti, si pensasse a mettere a disposizione due, tre, massimo quattro aree sufficientemente grandi da mettere a disposizione di aziende leader, si farebbe buona amministrazione. Si favorirebbe inoltre il mercato e non ci sarebbe bisogno di leggi speciali perché le macerie non sono triturate e recuperate dalle norme, ma dagli impianti destinati allo scopo. Questa pagina dell’arretratezza delle macerie e dei detriti edilizi è il segno assai preoccupante di miopia amministrativa, scarsa trasparenza dei mercati e clientelismo che sta soffocando ogni speranza di ricostruzione''.

STATI, AFFRONTARE SUBITO EMERGENZA MACERIE

"Non si puo' piu' tergiversare ma occorre affrontare subito questa emergenza. Le macerie vanno eliminate: questo e' il vero obiettivo che tutti, ai vari livelli, dobbiamo perseguire con forza e autorevolezza". Sono parole dell'assessore alla Protezione civile, Daniela Stati che stamane, all'Aquila, ha partecipato alla riunione convocata dalla Provincia per affrontare il problema delle macerie alla presenza del Prefetto Franco Gabrielli, dei responsabili del Dipartimento di Protezione civile, del comune di L'Aquila e di alcuni sindaci del cratere. "Una riunione positiva - ha aggiunto l'assessore - che, se da un lato ha evidenziato che alcune criticita' sono presenti, dall'altro e' servita a ribadire che la Regione Abruzzo ha ottemperato a quanto previsto dalle ordinanze come nell'individuazione dei siti di smaltimento. Continueremo a dare il nostro contributo per risolvere concretamente le problematiche esistenti. La sintesi proposta dal Prefetto Gabrielli, sempre attento e puntuale, di fare un piano di azione tecnico-politico nel giro di pochi giorni, mi sembra la strada piu' giusta e corretta. Le strutture tecniche - ha concluso Stati - verificheranno la situazione e poi sara' il livello politico necessariamente a prendere le decisioni opportune".

13/11/2009 13:47
Condividi stampa invia ad un amico commenta
close
close
Codice
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Abruzzo24ore non è in alcun modo responsabile del loro contenuto.

i vostri commenti

luca

sabato 14 novembre, 06:22

Certo, si pensi poi che l'emergenza è causa solo dell'amministrazione (locale o nazionale) sono ormai più di 7 mesi che ci sono macerie sparse per il comprensorio e che si è ben a conoscenza che ce ne saranno moltissime altre. Perchè il problema non è stato subito "preso di petto"? Non nascondiamoci dietro la classica frase "c'era l'emergenza" certo che c'era, ma c'era anche gente preposta a quello e c'era gente preposta alla rimozione macerie! Visto che manteniamo 2000 servizi vari (ambiente, rifiuti, urbanistica, etc.) si pretenda che funzionino parallelamete!

ceci

sabato 14 novembre, 01:06

I matriali di risulta delle macerie, salvo casi facilmente individuabili difficilmente sono un pericolo per la salvaguardia del territorio. Quale catastrofe ecologica verrebbe provocata se facessimo depositare i materiali delle demolizioni in cave dismesse o in avvallamenti naturali del demanio senza alcune altra precauzione? In condizioni di emergenza le procedure imposte per normali condizioni devono essere applicate con criterio altrimenti si corre il rischio di provocare ritardi e danni maggiori di quelli che si vuole evitare. O mi sbaglio.

torna su
  •  
  • i più letti
  •  
  •  
  • i più commentati
  •  
  •  
  • Terremoti
  •  
  •  
  • Tags
  •  
  •  
  • Adv
  •  
Tg online
Ulteriori servizi :
 Login  username passw