Abruzzo ancora assediato dalle fiamme, Canadair in volo su cinque fronti

20 Agosto 2026   11:40  

Prosegue senza sosta la battaglia contro gli incendi in Abruzzo: uomini e mezzi impegnati dal Morrone fino ai roghi nell’Aquilano e nel Chietino.

Non si ferma l'emergenza incendi in Abruzzo, dove squadre di terra e mezzi aerei continuano a lavorare sui diversi fronti ancora attivi. La situazione più delicata resta quella del Monte Morrone, ma uomini e mezzi sono impegnati contemporaneamente anche a Rocca di Cambio, Bisegna, Montereale e Rocca San Giovanni.

Sul Morrone resta imponente il dispositivo messo in campo. Secondo l'ultimo aggiornamento della Protezione civile, nelle operazioni sono coinvolte sette organizzazioni di volontariato, con 22 volontari e otto mezzi. A questi si aggiungono otto Vigili del Fuoco, cinque mezzi e due Dos, i direttori delle operazioni di spegnimento chiamati a coordinare gli interventi.

Determinante continua a essere il supporto dall'alto. Sul fronte principale risultano impiegati quattro Canadair, mentre gli elicotteri vengono utilizzati e ridistribuiti sui diversi incendi in base alle necessità operative. I grandi velivoli antincendio continuano a sorvolare anche Pescara, raggiungendo il mare Adriatico per effettuare i rifornimenti d'acqua prima di tornare sulle zone interessate dalle fiamme.

La maggiore attenzione rimane concentrata sul vasto incendio che interessa il Monte Morrone, tra Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme. Un fronte che nei giorni scorsi ha richiesto uno spiegamento straordinario e che ha portato all'adozione di ulteriori misure di prevenzione anche nel territorio di Pratola Peligna.

Proprio qui la sindaca Antonella Di Nino, dopo l'attivazione del Centro operativo comunale, ha scritto al direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile Maurizio Scelli chiedendo l'autorizzazione all'impiego di ulteriori mezzi a supporto dell'Esercito. L'obiettivo è realizzare e rafforzare le cosiddette linee tagliafuoco, indispensabili per interrompere la continuità della vegetazione e creare fasce di sicurezza utili a contenere l'avanzata delle fiamme.

Le operazioni hanno già consentito di mettere in sicurezza attraverso le linee tagliafuoco il centro abitato di Roccacasale, alcuni allevamenti e diverse zone boschive circostanti, grazie anche al mezzo dell'Esercito arrivato da Roma. Restano tuttavia focolai attivi e il lavoro sul territorio prosegue senza interruzioni.

A supporto delle attività antincendio possono inoltre essere utilizzati i sei serbatoi per l'approvvigionamento idrico presenti nell'area del Rifugio del Colle delle Vacche. Le strutture erano state realizzate grazie ai finanziamenti del Piano di Sviluppo Rurale, ottenuti dall'amministrazione comunale dopo la grave emergenza incendi che aveva colpito il territorio nel 2017.

Ma il Morrone non è l'unico fronte che preoccupa. A Rocca di Cambio, nell'Aquilano, sono impegnati dieci volontari con due mezzi, oltre ai Vigili del Fuoco e al coordinamento del Dos. Sul posto è stato impiegato anche l'elicottero Lince Rossa, dirottato nelle prime ore della mattinata per sostenere le operazioni.

Importante anche il dispositivo attivato a Bisegna, dove lavorano otto volontari con tre mezzi e 14 Vigili del Fuoco con cinque mezzi. Nell'area è stato inoltre previsto l'impiego dell'elicottero Lupo Grigio, mentre la distribuzione dei mezzi aerei viene continuamente rimodulata sulla base dell'evoluzione dei singoli incendi.

A Montereale sono invece presenti quattro volontari con un mezzo e quattro unità dei Vigili del Fuoco. L'emergenza interessa anche la provincia di Chieti: a Rocca San Giovanni operano sei volontari con due mezzi insieme all'unità boschiva dei Vigili del Fuoco.

La battaglia contro gli incendi prosegue dunque contemporaneamente su più aree della regione. Sul Morrone la priorità resta contenere i focolai ancora attivi e impedire nuovi avanzamenti verso abitazioni, allevamenti e aree boschive, mentre sugli altri fronti le squadre continuano le operazioni di spegnimento e bonifica.

Dopo giorni di interventi, resta fondamentale anche il monitoraggio delle zone già raggiunte dalle fiamme: la presenza di punti caldi nel terreno e nella vegetazione può infatti favorire nuove ripartenze, rendendo necessario mantenere uomini e mezzi sul posto anche dopo il contenimento del fronte principale.


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