Biennale, bufera Ue sulla Russia: ora Venezia rischia due milioni di fondi

05 Maggio 2026   19:27  

Bruxelles invia una seconda lettera e contesta la presenza russa alla mostra; la Fondazione replica: norme rispettate, nessun potere sulle sanzioni internazionali in vigore oggi.

Si alza il livello dello scontro tra Unione europea e Biennale di Venezia sulla partecipazione della Russia alla mostra d’arte. Da Bruxelles è arrivata una nuova presa di posizione, accompagnata da una seconda lettera inviata alla Fondazione dopo quella già trasmessa il 10 aprile nell’ambito del progetto Creative Europe Media.

A chiarire la linea della Commissione è stata la vicepresidente Henna Virkkunen, che durante un punto stampa ha confermato l’invio della nuova comunicazione “sulla base di ulteriori prove”. Il messaggio politico, ha spiegato, resta netto: l’Europa “condanna con forza” la decisione di consentire alla Russia di essere presente alla Biennale, perché l’evento non dovrebbe trasformarsi in una vetrina internazionale per Mosca.

Virkkunen ha sottolineato anche il peso simbolico del calendario. L’apertura della manifestazione è prevista sabato, proprio nella Giornata dell’Europa, ricorrenza che per la Commissione dovrebbe richiamare i valori della pace e dell’unità europea, non offrire spazio alla rappresentanza russa in piena tensione internazionale legata alla guerra in Ucraina.

La replica della Biennale di Venezia è arrivata con una nota ufficiale. L’ente culturale ha annunciato che presenterà “nei tempi e nei termini dovuti” le proprie controdeduzioni alla seconda lettera ricevuta dall’European Education and Culture Executive Agency, agenzia della Commissione europea competente sul programma contestato.

La Fondazione ha ribadito di aver “verificato e rispettato” tutte le norme nazionali e internazionali, precisando di aver fornito chiarimenti anche agli ispettori inviati dall’Autorità vigilante del ministero della Cultura. Secondo la Biennale, l’istituzione ha agito entro i limiti delle proprie competenze e non dispone del potere di introdurre autonomamente ulteriori sanzioni.

Il caso resta aperto anche sul piano economico. Secondo quanto riportato da diverse fonti, sul tavolo ci sarebbe il rischio di sospensione o revoca di un finanziamento europeo da circa 2 milioni di euro. Una cifra che rende la vicenda non solo culturale e diplomatica, ma anche amministrativa, con Venezia ora chiamata a difendere formalmente le proprie scelte davanti alle autorità comunitarie.


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