I dati anticipati da Olimpia sul forum Comicus descrivono una casa editrice ancora solida, nonostante la riduzione delle copie e le incognite dell’edicola.
Sergio Bonelli Editore avrebbe chiuso il 2025 con risultati economici positivi, superando senza conseguenze particolarmente traumatiche il consistente aumento dei prezzi di copertina introdotto nella primavera dello scorso anno. I dati sono stati ricavati e diffusi dall’utente Olimpia del forum Comicus, cui va il merito di questa prima analisi.
È necessaria, tuttavia, una precisazione: al momento della pubblicazione di questo articolo, il bilancio integrale 2025 non risulta ancora disponibile per l’acquisto e il download attraverso i servizi consultati dalla nostra redazione, che continuano a indicare il 2024 come ultimo esercizio accessibile. I numeri riportati devono quindi essere considerati anticipazioni attribuite alla fonte. Non appena il documento sarà disponibile, lo reperiremo e lo analizzeremo personalmente, verificando ogni dato attraverso il fascicolo ufficiale.
Secondo quanto riportato da Olimpia, le copie vendute sarebbero diminuite di circa il 6%. Una contrazione significativa ma inferiore alle previsioni formulate dopo il rincaro dei listini e non distante da quella registrata in alcuni esercizi precedenti. Nel 2025 sarebbero state pubblicate 283 uscite, contro le 267 del 2024, con una produzione sempre più concentrata sulle collane legate a Tex.
La tiratura complessiva avrebbe raggiunto 10,1 milioni di copie, a fronte di circa 5 milioni di albi venduti e di una percentuale di resa leggermente superiore al 50%. Nonostante la riduzione dei volumi, l’aumento dei prezzi avrebbe sostenuto i ricavi e la redditività.
L’utile netto sarebbe infatti salito da 1.711.026 euro nel 2024 a 2.458.969 euro nel 2025, con un incremento di quasi 748 mila euro. Sul risultato avrebbero inciso anche circa 1,2 milioni di euro di contributi pubblici, dei quali 870 mila collegati alle agevolazioni per l’acquisto della carta.
Le vendite degli albi avrebbero generato 23.799.333 euro, circa un milione in più rispetto all’esercizio precedente. In lieve crescita anche i libri, arrivati a 3.171.305 euro, e i ricavi digitali, pari a 233.734 euro. Questi ultimi restano però troppo contenuti per poter rappresentare, almeno nel breve periodo, una reale alternativa al canale delle edicole.
Segnali positivi arriverebbero dall’e-commerce e dal Bonelli Store di Milano. In flessione, invece, i diritti di licenza, scesi di circa 300 mila euro fino a poco meno di 1,3 milioni. La diminuzione riguarderebbe soprattutto le iniziative collegate alle strisce di Tex e Zagor.
Più complesso il quadro delle produzioni multimediali. I ricavi da produzione e coproduzione si fermerebbero a 339.469 euro, mentre i costi capitalizzati per i progetti in lavorazione sarebbero quasi raddoppiati, avvicinandosi ai 4,5 milioni. Tra le produzioni indicate figurano la seconda stagione di Dragonero – I Paladini, i progetti dedicati a Legs e Gea, gli studi per Lavennder e lo spettacolo teatrale di Dylan Dog.
Un ulteriore progetto dedicato all’Indagatore dell’Incubo – che l’analisi ipotizza possa essere la serie televisiva – sarebbe stato chiuso di comune accordo con il partner, determinando una svalutazione di circa 180 mila euro. Nel complesso, le immobilizzazioni immateriali avrebbero ormai raggiunto quasi 13 milioni di euro: investimenti rilevanti, i cui effetti economici potranno essere valutati soltanto dopo il completamento e la distribuzione delle produzioni.
Gli abbonamenti postali sarebbero passati da 2.000 a 3.400, una crescita consistente in percentuale ma ancora limitata nei valori assoluti. Nelle note verrebbe inoltre segnalato il successo del volume di Caparezza Orbit Orbit, mentre aspettative analoghe accompagnano i progetti editoriali legati a Vasco Rossi.
La situazione patrimoniale resterebbe particolarmente solida: il patrimonio netto sarebbe aumentato di circa 1,15 milioni, sfiorando i 60 milioni di euro, mentre disponibilità liquide e attività finanziarie ammonterebbero complessivamente a circa 28,5 milioni.
I primi numeri descrivono dunque una Sergio Bonelli Editore capace di difendere redditività e solidità finanziaria nonostante il calo delle copie. Rimangono però aperte le questioni strutturali: la progressiva erosione delle vendite, la chiusura delle edicole, l’invecchiamento del pubblico e la forte dipendenza dalle iniziative dedicate a Tex. Per una valutazione definitiva sarà necessario attendere il documento ufficiale, che questa testata acquisirà e analizzerà integralmente non appena sarà reso disponibile.