Dopo diciassette anni dai danni del sisma, il dipinto dedicato a Celestino V torna nella Basilica aquilana alla vigilia della Perdonanza Celestiniana di quest’anno.
Diciassette anni dopo il terremoto del 6 aprile 2009, un altro importante tassello del patrimonio artistico dell’Aquila torna nel luogo al quale è storicamente legato. La grande tela di Lorenzo Berrettini dedicata a Celestino V è stata ricollocata nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio dopo un delicato intervento di restauro realizzato a Trento.
L'opera, intitolata “San Pietro Celestino nell'atto di promulgare la Bolla del Perdono”, appartiene al Comune dell'Aquila ed era rimasta segnata dalle conseguenze del sisma. Il suo ritorno assume un significato particolare anche per il momento scelto per la riconsegna: la tela è stata infatti svelata a pochi giorni dall'apertura della 732ª Perdonanza Celestiniana.
Il dipinto era stato trasferito nel maggio scorso a Trento, dove il recupero è stato realizzato grazie alla collaborazione con il Museo Castello del Buonconsiglio. L'intervento non si è svolto lontano dagli occhi del pubblico: il restauro è stato infatti trasformato in un vero e proprio cantiere aperto, permettendo ai visitatori del museo di osservare direttamente le diverse fasi del lavoro dei restauratori.
Alla cerimonia di riconsegna hanno partecipato il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, la direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio Cristina Collettini, già soprintendente per L'Aquila e Teramo, il vicario generale dell'Arcidiocesi monsignor Giuseppino Gianiorio, il presidente della Fondazione Carispaq Fabrizio Marinelli e lo storico dell'arte della Soprintendenza Antonio David Fiore.
Il ritorno della tela a Collemaggio rappresenta anche l'atto conclusivo del progetto “Omaggio all'Aquila. Trento e L'Aquila: un ponte d'arte”, iniziativa nata nell'anno che vede il capoluogo abruzzese protagonista come Capitale italiana della Cultura 2026.
Un progetto che non si è limitato al trasferimento e al recupero dell'opera di Berrettini, ma ha dato vita a un vero scambio culturale tra L'Aquila e Trento. Nel capoluogo abruzzese sono infatti arrivate anche due opere appartenenti alle collezioni del Buonconsiglio.
La prima è il “Ritratto di Pietro Vigilio Thun”, realizzato da Giovanni Battista Lampi e collocato a Palazzo Margherita. La seconda è la “Madonna con Bambino” di Tommaso Bragadin, ospitata nella sede aquilana di Bper. Due prestiti che rafforzano il legame culturale tra le città e accompagnano il programma dell'Aquila Capitale italiana della Cultura.
«Vedere questa tela nuovamente a Collemaggio, nel luogo al quale appartiene e a pochi giorni dall'inizio della Perdonanza, ci riempie di orgoglio», ha dichiarato Biondi durante la cerimonia.
Il sindaco ha ricordato anche il particolare rapporto che lega L'Aquila e il Trentino, nato e consolidatosi nelle drammatiche ore successive al terremoto del 2009, quando dal territorio trentino arrivarono uomini, mezzi e sostegno alla popolazione aquilana.
Particolarmente significativo anche il commento di Cristina Collettini, che ha definito la riconsegna «un momento di profonda commozione e di grandissima soddisfazione». La scelta del museo trentino, ha spiegato, è stata quella di rendere il recupero dell'opera visibile e comprensibile al pubblico, trasformando il restauro in un'occasione di conoscenza oltre che di conservazione.
La tela porta infatti con sé non soltanto il valore artistico della composizione, ma anche le tracce di una storia profondamente legata alla città. I danni provocati dal sisma del 2009 erano diventati parte della vicenda conservativa dell'opera, rendendo necessario un intervento capace di restituirle stabilità e leggibilità.
Ora “San Pietro Celestino nell'atto di promulgare la Bolla del Perdono” torna nella Basilica simbolo della città proprio mentre L'Aquila si prepara a celebrare nuovamente il messaggio lasciato da Papa Celestino V.
Il rientro alla vigilia della Perdonanza assume così un significato che va oltre il semplice recupero artistico: dopo diciassette anni dalle ferite del terremoto, un'opera segnata dal sisma torna nel luogo per il quale era stata concepita, accompagnando uno degli appuntamenti storici e religiosi più importanti dell'Aquila.