Protesta davanti alla Prefettura di Pescara: agricoltori da tutta la regione chiedono controlli, tracciabilità e prezzi equi per difendere filiere e consumatori abruzzesi del territorio.
Gli agricoltori abruzzesi sono scesi in piazza a Pescara, davanti alla Prefettura, nell’ambito della mobilitazione nazionale promossa da Coldiretti contro le speculazioni che, secondo l’organizzazione, stanno pesando sulle filiere dell’olio extravergine d’oliva e del grano. Una delegazione ha consegnato un documento con le richieste rivolte al Governo e alle istituzioni, chiedendo interventi più incisivi a tutela dei produttori e dei consumatori.
Alla manifestazione hanno preso parte imprenditori agricoli arrivati da tutte le province della regione. Al centro della protesta ci sono quelle che Coldiretti definisce manovre speculative capaci di comprimere i prezzi riconosciuti agli agricoltori, mentre i prodotti finali continuano spesso a mantenere valori elevati sugli scaffali. Il nodo riguarda due comparti simbolo dell’agroalimentare italiano e della Dieta Mediterranea, entrambi considerati strategici anche per l’economia abruzzese.
L’associazione denuncia una filiera segnata da scarsa trasparenza, possibili frodi commerciali e pratiche sleali che rischiano di mettere in difficoltà le aziende agricole. La richiesta è quella di rafforzare i controlli, contrastare le operazioni speculative e impedire che prodotti esteri vengano commercializzati come italiani, danneggiando il lavoro delle imprese locali e la fiducia dei consumatori.
In Abruzzo il settore cerealicolo conta circa 90mila ettari coltivati, di cui oltre 34mila destinati a grano duro. Anche l’olivicoltura rappresenta un pilastro dell’agricoltura regionale, con circa 15mila aziende, oltre 38mila ettari coltivati e 293 frantoi attivi. Numeri che spiegano il peso economico e sociale della protesta.
Il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli, ha sottolineato come il prezzo riconosciuto per il grano non sia più sufficiente, in molti casi, a coprire i costi di produzione. Allo stesso tempo, ha evidenziato il calo delle quotazioni dell’olio extravergine, che colpisce direttamente le aziende olivicole regionali.
Per il direttore Marino Pilati, la tutela del reddito agricolo passa soprattutto dalla trasparenza della filiera. Coldiretti chiede l’impiego di strumenti tecnologici avanzati per garantire la tracciabilità dei prodotti, dalla mappatura isotopica alla risonanza magnetica, con l’obiettivo di verificare origine e qualità delle produzioni.
La mobilitazione di Pescara si inserisce in una protesta più ampia che ha coinvolto diversi capoluoghi italiani. L’obiettivo dichiarato è portare all’attenzione delle istituzioni un tema che riguarda non solo il reddito degli agricoltori, ma anche la sicurezza alimentare, il valore del Made in Italy e la tenuta delle produzioni locali.