Duomo dell’Aquila, svolta attesa da anni: Biondi punta alla riapertura nel 2026

10 Giugno 2026   15:51  

Il sindaco annuncia l’obiettivo per San Massimo dopo il superamento del nodo normativo che aveva rallentato la ricostruzione degli edifici religiosi.

La Cattedrale di San Massimo e San Giorgio potrebbe tornare a essere uno dei luoghi centrali della vita religiosa e civile dell’Aquila entro il 2026. È l’obiettivo indicato dal sindaco Pierluigi Biondi durante le celebrazioni per la festa di San Massimo, patrono della città, in occasione dell’incontro con la stampa organizzato nel Duomo dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province dell’Aquila e Teramo.

Il primo cittadino ha richiamato il lavoro svolto negli ultimi anni non solo sul piano tecnico e amministrativo, ma anche su quello normativo. Secondo Biondi, uno dei principali ostacoli alla ricostruzione dell’edilizia religiosa era rappresentato dalla norma del 2015 che impediva di intervenire sugli edifici di culto non sottoposti a vincolo. Una disposizione che, a suo giudizio, aveva rallentato numerosi cantieri e bloccato interventi importanti per le comunità locali.

La svolta, ha spiegato il sindaco, è arrivata grazie a un’iniziativa promossa dal Comune dell’Aquila e recepita dal Governo nella Legge di Bilancio 2026. Il superamento di quel limite consente ora di guardare con maggiore concretezza alla conclusione di interventi considerati essenziali per il recupero del patrimonio religioso cittadino.

Biondi ha collegato il percorso della Cattedrale anche all’impegno assunto in occasione della visita di Papa Francesco all’Aquila, sollecitata dal cardinale Giuseppe Petrocchi. In quel contesto, ha ricordato il sindaco, era stata ribadita la volontà di restituire nel minor tempo possibile alla città il suo principale edificio di culto, non soltanto come spazio religioso, ma anche come simbolo identitario.

La ricostruzione del Duomo resta un cantiere complesso. La Cattedrale, gravemente danneggiata dal terremoto del 2009, è stata oggetto di un lungo iter progettuale e amministrativo. I lavori di consolidamento e restauro sono stati consegnati nel febbraio 2023 e, secondo la Soprintendenza, si articolano in due lotti che procedono parallelamente da ottobre 2024. Nelle scorse settimane è tornata visibile anche la facciata restaurata, un passaggio significativo nel percorso di restituzione alla città.

Per il sindaco, raggiungere un traguardo concreto entro il 2026 avrebbe anche un valore simbolico più ampio. Da un lato il Teatro comunale, dall’altro la Cattedrale di San Massimo: due luoghi rappresentativi della rinascita aquilana, capaci di testimoniare l’accelerazione impressa alla ricostruzione pubblica e culturale.

Il riconoscimento dell’Aquila come Capitale italiana della Cultura 2026, ha aggiunto Biondi, rappresenta un ulteriore stimolo per completare opere strategiche e rafforzare l’immagine della città a livello nazionale. L’obiettivo è coniugare tutela, valorizzazione e rilancio, restituendo spazi che appartengono alla memoria collettiva e alla quotidianità della comunità.

La riapertura della Cattedrale, se confermata nei tempi auspicati, segnerebbe dunque uno dei passaggi più attesi della ricostruzione post-sisma: il ritorno del Duomo nel cuore di Piazza Duomo, luogo simbolo dell’Aquila e della sua identità storica.


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