E' rivolta contro il nuovo Piano Sanitario

11 Novembre 2010   14:37  

Hanno lavorato a fari spenti, cercando di tenere il pentolone ben sigillato: il presidente della Regione e commissario alla Sanità, Gianni Chiodi, e la sub commissario Giovanna Baraldi. Ma ora il coperchio è “saltato”, il nuovo Piano Sanitario è venuto alla luce e il risultato di questo lavoro in isolamento, senza confronto, sembra essere un guazzabuglio dove nessuno, sottolineato nessuno, è contento e dove l’utenza, ovvero il fruitore finale, fa da spettatore passivo mentre altri attori principali, il riferimento è all’apparato politico, sono scatenati.

Il PdL, ovvero la principale forza di maggioranza, è spaccato…ognuno prova a difendere il suo altarino, il suo orticello, ovvero il suo territorio - serbatoio di voti. I finiani, per bocca del neo coordinatore regionale Daniele Toto, parlano di “scelta improponibile e invereconda”. Il PD critica duramente le strategie elaborate e in segno di protesta abbandona i lavori della Commissione Regionale Sanità.
L’Italia dei Valori, con Cesare D’Alessandro, paragona Chiodi al dottor Jeckill e mister Hyde, ovvero colui che da “satrapo orientale fa macelleria sociale nelle scelte dei primariati mentre con la sua maggioranza vota documenti che lo impegnano a ben altro”.
E il clima non è avvelenato solo sul fronte politico ma anche su quello strutturale e sanitario. A rischio ridimensionamento ci sono ospedali storici e validi come Lanciano, Vasto, Ortona, Sulmona, Avezzano e Giulianova; e non solo strutture più piccole come S.Omero, Atri, Guardiagrele, Casoli, Gissi, Tagliacozzo… Con la logica del trascinamento si tirerebbero dietro decine e decine di “tagli” di primari e quindi di reparti. Tutte le quattro province saranno penalizzate in ossequio ad una logica dei grandi numeri che privilegia la quadratura dei conti rispetto al bene primario che è la salvaguardia della salute. Senza confronto, senza dialogo, senza l’aver spiegato e motivato le scelte, imposte dall’alto a tutto e tutti, che ora contestano Chiodi e la Baraldi. Insomma un documento di programmazione sanitaria che è stato imposto dall'alto, che territori e categorie interessate hanno toccato con mano solo dopo la sua pubblicazione sul BURA e che ora contestano apertamente, nel segno di una sorta di ribellione sociale. 


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