Fine gennaio decisiva, Europa divisa tra gelo orientale e perturbazioni atlantiche

15 Gennaio 2026   11:24  

I modelli indicano un possibile blocco atmosferico tra Scandinavia ed Europa centrale, con Italia al confine tra aria fredda continentale e correnti umide oceaniche.

Le proiezioni a lungo termine mostrano una circolazione atmosferica sempre più orientata verso un regime di blocco, caratterizzato da un flusso occidentale discontinuo e da ondulazioni marcate. In questo contesto le correnti atlantiche faticano a procedere regolarmente da ovest verso est, venendo deviate o rallentate, favorendo scambi meridionali più evidenti tra masse d’aria molto diverse per origine e caratteristiche.

A fine gennaio, un anticiclone in rinforzo tra Scandinavia e Nord Europa potrebbe giocare un ruolo chiave. Da un lato, questa struttura sarebbe in grado di ostacolare il transito delle perturbazioni atlantiche, costringendo alcune depressioni a scivolare verso latitudini più basse, con possibile coinvolgimento del Mediterraneo. Dall’altro, sul bordo orientale dell’alta pressione, potrebbe attivarsi un flusso freddo continentale con moto retrogrado, capace di trasportare aria gelida dall’Europa orientale verso quella centrale e, a tratti, anche occidentale. La combinazione di questi meccanismi renderebbe il continente europeo una vera zona di contrasto.

In tale scenario, l’Italia si troverebbe in una posizione di confine, spesso prossima alla linea di separazione tra aria mite e umida oceanica e possibili infiltrazioni fredde continentali. Minimi spostamenti dell’anticiclone o variazioni nelle traiettorie depressionarie potrebbero modificare rapidamente il quadro, alternando mitezza, instabilità e fasi più fredde.

Secondo la media delle elaborazioni modellistiche, il nucleo più consistente dell’aria fredda tenderebbe a scorrere poco a nord dell’Italia, interessando in modo più diretto Europa centrale e orientale. Il nostro Paese rimarrebbe invece sul margine meridionale del raffreddamento, con effetti spesso attenuati ma non trascurabili. Una configurazione che potrebbe mantenersi almeno fino alla prima decade di febbraio.

Resta elevato il grado di incertezza, tipico delle situazioni di blocco atmosferico, dove anche variazioni limitate possono spostare sensibilmente la linea di demarcazione tra un’Italia solo lambita dal freddo e una più direttamente coinvolta, con riflessi importanti su precipitazioni, neve e temperature nei giorni successivi.


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