Gestione rifiuti, sistema Sistri appaltato a Selex: 21 arresti. C'è anche l'ex ad Sabatino Stornelli

Stornelli è stato consigliere di Abruzzo Engineering

17 Aprile 2013   10:20  

Custodia cautelare in carcere per Sabatino Stornelli, ex ad di Selex management service spa, azienda del gruppo Finmeccanica, e per il fratello Maurizio, nell'ambito dell'inchiesta della procura di Napoli coordinata dall'aggiunto Francesco Greco su presunte iregolarita' nell'affidamento e nella gestione del Sistri, il sistema di controllo rifiuti voluto dal ministro dell'Ambiente Stefania Prstigiacomo per combattere le ecomafie e mai partito.

Stornelli era anche consigliere della Abruzzo Engineering, società' mista controllata dalla regione Abruzzo, nonche' presidente della societa' di calcio Pescina Valle del Giovenco, alla quale, dicono gli inquirenti partenopei, arrivarono cospicue sponsorizzazioni attraverso falsi contratti di forniture. In carcere anche l'imprenditore napoletano Francesco Paolo Di Martino, titolare della Edilm Security, societa' che ebbe un subappalto. L'affidamento a Selex managment service spa di un progetto classificato nel 2008 come 'riservato' e sottoposto a segreto di Stato, che prevedeva contro le ecomafie software dedicato, codici a bare, pennini Usb per caricare dati di codici a bare e seguire i percorsi dei rifiuti trasportati su gomme, e' irregolare per i pm partenopei; un affare del costo di 146 milioni di euro poi lievitato fino a 400 milioni, con un test di prova fallito, 15 interrogazioni parlamentari e un sistema mai partito.

Sono in tutto 21 le misure cautelari in carcere, 19 delle quali con la concessione dei domiciliari, e 4 gli obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria emessi dal gip del tribunale di Napoli nell'ambito di un'inchiesta sulla corruzione anche di pubblici ufficiali per la gestione del Sistri, il sistema di rilevamento dei rifiuti affidato nel dicembre 2009 direttamente dal ministero dell'Ambiente alla Selex Service Management Spa, societa' del gruppo Finmeccanica.

Per il Pm di Napoli, Selex, in violazione delle previsioni contrattuali e delle esigenze di sicurezza nazionale, legate alla posizione del segreto di Stato sul sistema, ha fatto ricorso a terzi per realizzarne una parte (progettazione, realizzazione e distribuzione dei dispositivi tecnici, formazione del personale, realizzazione dei centri nei quali collocare le infrastrutture tecnologiche e gestione del call-center). Le indagini hanno evidenziato continui ritardi nell'avvio del Sistri, ancora oggi non operativo nonostante l'esborso annuale di denaro pubblico. Scoperto anche un sistema di false fatturazioni e sovrafatturazioni tra Selex e societa' direttamente o indirettamente riconducibili a un imprenditore campano arrestato, e la creazione di fondi neri utilizzati in parte a beneficio dell'ex amministratore di Selex Service Management, di suo fratello, di persone loro vicine, e nella disponibilita' in parte dell'imprenditore. Attraverso falsi contratti forniture creati anche fondi per sponsorizzare con cifre definite "esorbitanti" la squadra di calcio abruzzese.

Conti correnti cifrati all'estero e societa' estere in paradisi fiscali del Delaware sono serviti a dare tangenti. Le fatture per operazioni inesistenti ammontano a circa 40 milioni di euro.

Tra i destinatari per le misure oltre l'imprenditore, l'ex amministratore delegato e suo fratello e anche prestanomi. Emesso anche un decreto di sequestro preventivo per oltre 10 milioni di euro in corso perquisizioni. I reati contestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata all'emissione e l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, corruzione di pubblici ufficiali, dichiarazioni fraudolente.


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