Incendio sul Morrone, svolta dopo due settimane: fiamme finalmente circoscritte in quota

21 Agosto 2026   14:47  

La nuova linea tagliafuoco mette al sicuro paesi, allevamenti e rifugi. Oltre cento uomini impegnati, domani partirà l’offensiva per spegnere definitivamente il rogo.

Una giornata che potrebbe rappresentare la svolta nella lunga emergenza sul Monte Morrone. Dopo quasi due settimane di operazioni senza sosta, le squadre impegnate contro l'incendio sono riuscite a circoscrivere le fiamme nella parte alta della montagna, completando contemporaneamente la messa in sicurezza dei centri abitati, degli allevamenti e dei rifugi presenti nelle zone maggiormente esposte.

A comunicarlo è la Protezione civile regionale, al termine di una giornata caratterizzata da un massiccio dispiegamento di uomini e mezzi. Determinante è stata la realizzazione di una nuova linea tagliafuoco, costruita grazie all'intervento di un mezzo pesante dell'Esercito, che ha permesso di creare una barriera lungo uno dei settori considerati più delicati.

Il risultato più importante riguarda le comunità che negli ultimi giorni avevano seguito con maggiore apprensione l'evoluzione del fronte. L'incendio non minaccia più direttamente Roccacasale, Corfinio e Popoli Terme, rispettivamente nell'Aquilano e nel Pescarese. Un cambio di scenario significativo rispetto alle fasi precedenti dell'emergenza, quando l'avanzamento delle fiamme aveva imposto un continuo presidio delle aree più vicine agli abitati.

La giornata ha visto all'opera oltre cento addetti, affiancati da un dispositivo aereo particolarmente consistente: cinque Canadair e due elicotteri hanno effettuato ripetuti lanci sulle zone interessate dal fuoco. Sul terreno sono intervenuti vigili del fuoco, volontari della Protezione civile, personale dell'Esercito e Alpini.

Tra i mezzi utilizzati anche un New Holland D180 dell'Esercito, impiegato per realizzare la nuova fascia tagliafuoco. Le operazioni si sono concentrate in particolare nella zona di Colle delle Vacche, lungo la direttrice R4 verso Roccacasale e il rifugio Pozzacchio.

Sul posto hanno lavorato gli uomini del Sesto Reggimento Genio Pionieri e del Nono Reggimento Alpini, inseriti nel dispositivo predisposto per contenere l'avanzata dell'incendio e proteggere le aree considerate maggiormente vulnerabili.

Un ruolo importante è stato svolto anche dalla tecnologia. La Protezione civile abruzzese ha impiegato droni di ultima generazione per effettuare rilievi telemetrici e termografici sull'intera superficie interessata. Attraverso le immagini termiche è stato possibile individuare con maggiore precisione i punti ancora attivi e le zone nelle quali il terreno conservava temperature elevate, indirizzando di conseguenza uomini e mezzi verso i settori più critici.

Il contenimento raggiunto non significa però che l'emergenza possa considerarsi conclusa. Da domani inizierà infatti una nuova fase, quella dello spegnimento del rogo e della successiva bonifica. Sul Morrone continuerà a operare un consistente contingente composto da forze di terra, vigili del fuoco, volontari della Protezione civile ed Esercito, mentre dall'alto resterà disponibile il supporto di Canadair ed elicotteri.

«Dopo il duro lavoro degli ultimi giorni, fatto di sacrifici e perfetta sinergia anche con Roma, siamo riusciti a compiere un importante passo in avanti», ha spiegato il direttore dell'Agenzia regionale di Protezione civile, Maurizio Scelli.

Il responsabile ha sottolineato soprattutto il risultato ottenuto sul fronte della sicurezza: «Abbiamo completato la messa in sicurezza di centri abitati, allevamenti e rifugi, circoscrivendo le fiamme».

La prudenza, tuttavia, resta massima. «Non dobbiamo ancora cantare vittoria né abbassare la guardia», ha avvertito Scelli. L'obiettivo delle prossime ore sarà trasformare il contenimento raggiunto in uno spegnimento definitivo, intervenendo successivamente sui focolai residui per evitare possibili ripartenze.

Il direttore della Protezione civile ha infine ringraziato tutto il personale coinvolto, evidenziando l'impegno e la collaborazione messi in campo durante una delle emergenze più impegnative dell'estate abruzzese.

Dopo giorni nei quali vento, caratteristiche del territorio e difficoltà di accesso hanno complicato continuamente le operazioni, sul Monte Morrone arriva quindi il primo segnale concreto di inversione di tendenza. La montagna resta sorvegliata e il lavoro è ancora lungo, ma la priorità delle ultime giornate è stata raggiunta: le fiamme sono state circoscritte e gli abitati non risultano più minacciati. Ora comincia la fase decisiva per spegnere ciò che resta dell'incendio e avviare la bonifica dell'intera area.


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