Cresce l’allarme internazionale sulle proteste in Iran, tra stime drammatiche delle vittime, avvertimenti militari, prese di posizione diplomatiche e nuove tensioni geopolitiche globali.
Secondo fonti dell’opposizione iraniana all’estero, il bilancio delle proteste in Iran potrebbe aver raggiunto una soglia senza precedenti. Il canale Iran International parla di oltre 12mila morti, in larga parte giovani under 30, uccisi durante la repressione concentrata soprattutto nelle notti tra l’8 e il 9 gennaio. La ricostruzione, definita frutto di un’analisi incrociata di fonti mediche e canali interni al regime, sarebbe stata diffusa solo dopo la convergenza dei dati disponibili.
Sul piano internazionale, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha rilanciato un messaggio diretto ai manifestanti, invitandoli a proseguire le proteste e assicurando che “l’aiuto è in arrivo”. Parallelamente, Washington ha diffuso un avviso urgente ai cittadini americani presenti nel Paese, invitandoli a lasciare immediatamente l’Iran a causa dell’aggravarsi delle condizioni di sicurezza e del blocco delle comunicazioni internet.
Forte anche la reazione delle Nazioni Unite. L’Alto Commissario per i diritti umani Volker Türk ha dichiarato di essere “inermi di fronte a una repressione inaccettabile”, condannando l’uccisione di manifestanti pacifici e l’uso dell’accusa di terrorismo come giustificazione della violenza.
Sul fronte militare, indiscrezioni dei media statunitensi riferiscono che la Casa Bianca sta valutando diverse opzioni, dai cyberattacchi a interventi mirati contro l’apparato di sicurezza interno iraniano, con l’ipotesi di azioni più ampie che coinvolgerebbero anche infrastrutture strategiche.
Durissima la risposta di Russia. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha definito “inaccettabili” le minacce statunitensi, avvertendo che un nuovo attacco avrebbe conseguenze disastrose per la stabilità del Medio Oriente e per la sicurezza globale.
Anche l’Italia segue con attenzione l’evolversi della crisi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annunciato la convocazione dell’ambasciatore iraniano alla Farnesina, definendo “assolutamente inaccettabile” la repressione in atto.
A rendere ancora più grave il quadro, la notizia diffusa da organizzazioni per i diritti umani: un manifestante di 26 anni, arrestato nei giorni scorsi, sarebbe stato condannato a morte con un procedimento definito dagli osservatori senza precedenti per rapidità, alimentando nuovi timori su un’escalation repressiva.