L’Ecce Homo arriva al MuNDA tra storia e futuro

09 Giugno 2026   12:58  

l capolavoro quattrocentesco acquisito dal Ministero della Cultura entra nelle collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo, nel Castello cinquecentesco dell’Aquila.

L’Ecce Homo di Antonello da Messina entra nelle collezioni del Museo Nazionale d’Abruzzo e trova casa al MuNDA, nel Castello cinquecentesco dell’Aquila. L’arrivo del dipinto rappresenta uno dei passaggi culturali più significativi dell’anno in cui il capoluogo abruzzese è Capitale italiana della Cultura 2026.

Il capolavoro del Quattrocento, recentemente acquisito dal Ministero della Cultura, è stato presentato ufficialmente nel museo aquilano alla presenza del ministro Alessandro Giuli, del presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del direttore generale Musei Massimo Osanna, della direttrice del MuNDA Federica Zalabra e del direttore dell’Istituto centrale per il restauro, Luigi Oliva.

Prima dell’arrivo all’Aquila, l’opera era stata esposta al Senato e sottoposta a una campagna di indagini diagnostiche e verifiche conservative curate dall’Istituto centrale per il restauro. Un percorso necessario per approfondire lo stato di conservazione del dipinto e accompagnarne l’ingresso nel patrimonio pubblico italiano.

Giuli ha parlato di una nuova “dimora” per l’Ecce Homo, legando la scelta dell’Aquila al ruolo assunto dalla città nel 2026. Il dipinto sarà collocato nella sala dedicata alla produzione quattrocentesca in Abruzzo, in dialogo con le opere coeve del territorio e con il percorso espositivo del museo.

L’opera presenta una caratteristica di particolare rilievo: si tratta di una tavola opistografa, dipinta cioè su entrambi i lati. Sul recto è raffigurato l’Ecce Homo, mentre sul verso compare un San Girolamo penitente inserito in un paesaggio di gusto nord europeo. Una peculiarità che accresce il valore storico-artistico del dipinto e lo rende un caso di grande interesse nella produzione dell’artista siciliano.

Per Massimo Osanna, l’arrivo dell’opera al Museo Nazionale d’Abruzzo costituisce un momento di grande importanza non solo per L’Aquila, ma per l’intero sistema museale nazionale. L’acquisizione, infatti, rafforza il patrimonio pubblico e consolida il ruolo del MuNDA come sede di riferimento per la valorizzazione dell’arte antica.

L’ingresso dell’Ecce Homo nel museo aquilano si inserisce in una stagione di forte visibilità culturale per la città. Nel percorso di L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, il dipinto diventa così un simbolo di restituzione, tutela e rilancio, capace di collegare il patrimonio locale ai grandi itinerari dell’arte italiana.


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