Violenza nel parco accanto alla Prefettura, ventenne arrestato dalla polizia a Pescara

30 Giugno 2026   15:57  

Le urla della donna hanno richiamato due dipendenti della Prefettura, che hanno dato immediatamente l’allarme consentendo agli agenti di fermare il presunto aggressore in fuga.

Una donna di 49 anni avrebbe subito una violenza sessuale in pieno giorno all’interno dei giardini pubblici situati accanto alla Prefettura di Pescara. L’episodio si è verificato intorno alle ore 16 di mercoledì scorso, mentre nel piccolo parco erano presenti anche altre persone. La Polizia di Stato ha arrestato un giovane di 20 anni, ora detenuto in carcere dopo la convalida del provvedimento da parte del giudice per le indagini preliminari.

A permettere il rapido intervento delle forze dell’ordine sono state due dipendenti della Prefettura. Le donne, richiamate dalle grida provenienti dal giardino, si sono affacciate dalle finestre di due uffici differenti e avrebbero assistito ad alcuni momenti dell’aggressione. Immediatamente è stato avvisato il personale di vigilanza presente nell’edificio governativo, che ha richiesto l’intervento della polizia.

Una pattuglia ha raggiunto il parco nel giro di pochi minuti. Al momento dell’arrivo degli agenti, il giovane si stava allontanando dall’area, mentre la donna avrebbe chiesto aiuto indicando proprio l’uomo in fuga come responsabile della violenza. Il ventenne è stato raggiunto e bloccato poco dopo. Durante il fermo avrebbe tentato di divincolarsi e di opporre resistenza, rendendo necessario anche l’intervento di una pattuglia del Reparto Prevenzione Crimine.

L’indagato è un cittadino senegalese di 20 anni, venditore ambulante e senza una dimora stabile. Secondo quanto riportato negli atti, avrebbe precedenti penali e di polizia, utilizzerebbe tre diverse identità e sarebbe già destinatario di un divieto di dimora nel comune di Pescara. Nei suoi confronti viene contestato il reato di violenza sessuale, fermo restando il principio di presunzione d’innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva.

La vittima, una cittadina romena di 49 anni anche lei senza fissa dimora, avrebbe raccontato agli investigatori di essersi fermata sotto un albero per riposarsi e trovare riparo dal caldo. In quel momento sarebbe stata avvicinata improvvisamente dal giovane, che l’avrebbe afferrata con forza, trascinata nell’aiuola e aggredita sessualmente nonostante i tentativi di opposizione.

La donna avrebbe cercato di difendersi gridando e colpendo il presunto aggressore al volto. Le sue richieste di aiuto sono state udite dalle due impiegate della Prefettura, le cui dichiarazioni rappresentano uno degli elementi raccolti dagli investigatori. Una delle testimoni avrebbe riferito di aver visto la vittima all’interno dell’aiuola, rivolta verso il fiume, con il giovane alle sue spalle. L’altra avrebbe invece osservato l’uomo allontanarsi dopo aver sentito le sirene, mentre si sistemava i pantaloni.

Ulteriori riscontri sarebbero stati individuati subito dopo il fermo. Il ventenne indossava una sola ciabatta, mentre l’altra sarebbe stata trovata nei pressi del punto in cui si trovava la donna. Sul suo volto erano inoltre visibili alcuni graffi, ritenuti compatibili con il tentativo della vittima di respingere l’aggressione. Gli agenti avrebbero rilevato anche tracce sul terreno considerate riconducibili a un possibile trascinamento.

Il giovane ha respinto le accuse, fornendo una versione completamente diversa. Durante l’interrogatorio avrebbe sostenuto che il rapporto fosse stato concordato in cambio di 40 euro e di un capo di abbigliamento tra quelli da lui venduti. Secondo la sua ricostruzione, la donna avrebbe iniziato a gridare soltanto dopo aver notato l’arrivo della polizia, con l’intenzione di non portare a termine quanto concordato e di accusarlo falsamente.

Gli accertamenti eseguiti sul posto non avrebbero però portato al ritrovamento del presunto capo di vestiario indicato dal ventenne. Tra gli oggetti in suo possesso sarebbero stati trovati soltanto alcuni palloni. L’indagato avrebbe inoltre negato di aver abbassato i pantaloni e di aver trascinato la donna, circostanze che, secondo l’impostazione accusatoria, risulterebbero in contrasto con le dichiarazioni delle testimoni e con quanto rilevato dagli agenti.

Il gip Anna Fortieri ha convalidato il fermo venerdì scorso e disposto la custodia cautelare in carcere. Nel provvedimento vengono richiamati la fuga, la resistenza opposta agli agenti, le testimonianze delle dipendenti della Prefettura e gli elementi materiali raccolti nell’area del parco. Il giudice avrebbe inoltre ritenuto poco credibile la ricostruzione proposta dall’indagato rispetto al complesso degli indizi disponibili.

La donna è stata assistita dopo l’intervento della polizia e ha formalizzato la denuncia, ricostruendo quanto sarebbe accaduto all’interno del giardino. L’inchiesta prosegue sotto il coordinamento della magistratura pescarese. Le dichiarazioni della vittima e dei testimoni, insieme ai rilievi effettuati dagli investigatori, saranno ora sottoposte alle verifiche previste nel corso del procedimento.

La vicenda ha suscitato particolare attenzione anche per il luogo e l’orario in cui si sarebbe consumata l’aggressione: un’area verde pubblica del centro cittadino, accanto alla sede della Prefettura e frequentata da più persone. Proprio la tempestività dell’allarme lanciato dalle due impiegate e il rapido arrivo della pattuglia hanno consentito di bloccare il sospettato a poca distanza dal parco.


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