Rimpasto Abruzzo, tre assessorati in più: ora qualcuno (noi) dovrà (dovremo) pagare il conto

05 Maggio 2026   19:34  

L’allargamento della squadra di Marsilio deve rispettare l’invarianza di bilancio: sul tavolo tagli a indennità, gruppi consiliari e personale politico regionale, con trattativa ancora aperta.

Il possibile allargamento della giunta regionale abruzzese torna al centro del confronto politico a Palazzo Silone. L’ipotesi su cui lavora la maggioranza guidata da Marco Marsilio prevede il passaggio dagli attuali sei assessori a una squadra più ampia, fino a nove componenti. Un’operazione politicamente rilevante, ma vincolata a un principio preciso: l’invarianza di bilancio.

In altre parole, l’aumento degli incarichi non dovrà comportare una crescita della spesa complessiva. Il punto è proprio questo: i tre nuovi assessori, tra indennità, rimborsi e costi collegati, peserebbero per circa 440mila euro l’anno. Una cifra vicina al mezzo milione, da recuperare all’interno del budget già destinato al funzionamento degli organi politici regionali, stimato in circa 8,5 milioni di euro.

La coperta, dunque, resta corta. Se da una parte si aggiungono nuove caselle nella squadra di governo, dall’altra occorre individuare dove ridurre la spesa. Secondo quanto filtra dagli ambienti regionali, sul tavolo ci sarebbe una bozza che non esclude interventi su più voci: dalle indennità dei consiglieri ai costi dei gruppi consiliari, fino alle risorse destinate al personale.

Il nodo più delicato riguarda proprio chi lavora dietro le quinte della politica regionale. I gruppi consiliari dispongono infatti di fondi per il funzionamento e per i collaboratori. L’eventuale riduzione di queste risorse potrebbe avere effetti concreti sugli uffici, con il rischio di contratti ridimensionati o, nei casi peggiori, di tagli al personale. È questo l’aspetto più sensibile della trattativa: capire se il costo del rimpasto ricadrà soprattutto sulla politica o su chi ne garantisce l’attività quotidiana.

La maggioranza di centrodestra non avrebbe ancora trovato una sintesi definitiva. L’allargamento della giunta è legato anche alla più ampia partita della legge elettorale regionale, considerata uno dei passaggi centrali del secondo mandato Marsilio. Quando la cornice normativa sarà definita, la trattativa sulle nuove nomine entrerà nella fase decisiva.

Accanto al tema dei costi, resta aperto quello degli equilibri politici. In Forza Italia continua a pesare la posizione di Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, che nei mesi scorsi aveva annunciato l’intenzione di lasciare l’incarico per entrare in giunta. In questo schema potrebbe rientrare anche Roberto Santangelo, oggi assessore alla Cultura, indicato come possibile protagonista di un movimento inverso, anche se sul punto non risultano prese di posizione pubbliche definitive.

Per Fratelli d’Italia, uno dei nomi più citati è quello di Nicola Campitelli, già titolare di deleghe importanti da consigliere, tra cui Urbanistica e Rifiuti. Restano sullo sfondo anche altri profili, soprattutto nel caso in cui la maggioranza decidesse di riequilibrare la rappresentanza territoriale, guardando in particolare all’area pescarese.

Quasi inevitabile, secondo le indiscrezioni, anche il coinvolgimento di Daniele D’Amario, attuale sottosegretario al Turismo in quota Forza Italia. L’ultima casella potrebbe invece incrociare il percorso politico di Marianna Scoccia, vicepresidente del Consiglio regionale e figura legata a Noi Moderati, al centro da tempo di ipotesi di riposizionamento politico.

Il rimpasto, quindi, non è soltanto una questione di nomi. È una partita di pesi interni, rapporti tra partiti, ambizioni personali e sostenibilità economica. La domanda politica resta aperta: l’allargamento della giunta sarà pagato con sacrifici distribuiti tra gli eletti o finirà per incidere soprattutto sulle strutture di supporto e sul personale?


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