Acerbo agli inquisiti del Partito dell'acqua : ''Chi è che doveva scomparire?''

02 Gennaio 2012   09:56  

Riceviamo da Maurizio Acerbo del Prc e pubblichiamo: 

''La notizia della chiusura dell´ennesima inchiesta della procura di Pescara dal titolo eloquente "Partito dell´acqua" conferma un decennio di battaglie di Rifondazione Comunista e movimenti.

Siamo di fronte all´ennesima inchiesta, infatti solo alcuni giorni fa sono stati rinviati a giudizio il direttore dell'Aca Bartolomeo Di Giovanni e l'ex presidente dell'azienda acquedottistica, Bruno Catena per lo scandalo delle assunzioni clientelari.

Implicati nelle varie inchieste spiccano non solo i politicanti di entrambi gli schieramenti ma buona parte della struttura amministrativa di Ato ed Aca dal 2003 ad oggi. L'indagato Giorgio D'Ambrosio ci attaccava definendoci "un partito destinato a scomparire per il suo integralismo".

Rivendichiamo con orgoglio la coerenza e la competenza con cui abbiamo difeso l'acqua bene comune dall'assalto dei forchettoni. Il Partito dell´acqua come emerge dalle inchieste e dalle nostre battaglie è trasversale a PD e PDL. Rifondazione Comunista per scelta non è mai stata presente nel Cda di Ato e Aca.

La gestione privatistica e partitocratica del servizio idrico l'abbiamo combattuta fin dal primo giorno a Pescara e Provincia quando un accordo trasversale tra sindaci di centrodestra e centrosinistra dette vita all'ACA spa durante il periodo natalizio.

Alle ultime elezioni provinciali ci siamo presentati autonomamente dai due poli (abbiamo perso il consigliere per soli 2 voti) perchè abbiamo rifiutato un accordo con il centrosinistra che prevedeva l'ingresso in giunta di D'Ambrosio e Di Matteo.

Su questa posizione coerente fummo, come al solito, lasciati soli da SEL, PdCI, IdV che invece scelsero l'alleanza con questo sistema di potere. È facile fare politica se a pagare è Pantalone ovvero i cittadini. È vergognoso che oggi gli indagati vogliano far pagare la cattiva gestione dell´acqua, per la seconda volta, ai cittadini con l´aumento delle bollette.

Ottenendo il rinvio dell´assemblea dell´ASSI sia mercoledì 14 che mercoledì 28 dicembre abbiamo evitato l´ennesima brutta figura ai sindaci della Provincia di Pescara. I sindaci dovrebbero fare un passo indietro e recitare più di un mea culpa per la mancata vigilanza. Bisogna abolire le Società per azioni che gestiscono l´acqua, perché si sono dimostrate: strumenti piegati al malaffare e fuori controllo.

Un bene comune come l'acqua deve essere gestito da un´azienda di diritto pubblico non da una Spa in house.

Per questo la legge regionale sul servizio idrico va profondamente rivista dando seguito alla volontà popolare che si è espressa con il referendum ed introducendo forti elementi di partecipazione attiva di cittadini e restituendo ruolo e controllo alle assemblee elettive. Ora è la politica che deve dimostrare la capacità di riformare la gestione del settore idrico.''

Maurizio Acerbo, consigliere Regionale Rifondazione Comunista


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