- Zona: Monti_Ernici-Simbruini
- data: 2013/05/12
- ora: 14:28:43
- Magnitudo: 2.1
- lat: 41.778
- lon: 13.626
- prof: 7.8 Km.
Energie rinnovabili: a Bazzano un impianto a biomasse
Il 30 agosto scorso, la Regione Abruzzo ha concesso a MA&D Power Engineering Spa - societa' milanese impegnata nello sviluppo di infrastrutture energetiche e ambientali - l'autorizzazione per la realizzazione nel nucleo industriale dell'Aquila, precisamente a Bazzano Sud, di un impianto di produzione di energia elettrica e termica a biomasse solide di origine agricola e forestale. A seguito del nulla osta, il testimone passa ora a Futuris Aquilana Srl, societa' attiva nel settore delle energie rinnovabili, in particolare delle Biomasse, che realizzera' e gestira' l'impianto. La nuova societa' sara' partecipata all'86% da Futuris SpA e al 14% da MA&D. Futuris Aquilana, sulla base di un'ingegneria esecutiva gia' avanzata, iniziera' la realizzazione dell'impianto nell'autunno del 2010 per avviare la produzione nei primi mesi del 2012. L'investimento previsto - il piu' consistente sul territorio esclusi quelli legati alla ricostruzione dopo il terremoto del 2009 - e' pari a 30 milioni di euro e consentira' la creazione di circa 20 posti di lavoro, destinati agli addetti all'impianto, e di circa 80 unita' equivalenti legate all'attivita' di filiera. Questa operazione - spiga una nota - porta a compimento un percorso che ha visto coinvolti attivamente anche gli Enti locali, territoriali e le Pubbliche Amministrazioni del territorio aquilano e della Regione Abruzzo. L'autorizzazione ottenuta e' dunque l'atto finale di un processo caratterizzato da una forte concertazione tra le parti e dalla conciliazione tra obiettivi imprenditoriali e esigenze del territorio che hanno portato, in fasi successive, anche alla costituzione di una Societa' Consortile di filiera (Energia e Territorio) destinata a sviluppare l'approvvigionamento dell'impianto. Si costituisce cosi' in Italia una delle prime filiere agricole e forestali energetiche, basate sul principio della filiera corta (la biomassa proviene da un bacino entro i 70 km di distanza dall'impianto). Un caso esemplare di economia sostenibile, non solo dal punto di vista ambientale ma anche territoriale.






Non è solo un discorso di inquinamento, anche se importante. Un bilancio serio della energia ottenuta da questo impianto e quella spesa nel ciclo dimostrerebbe che si spende di più di quello che si ottiene. Pensate alla energia necessaria per arare i terreni, per le operazioni colturali, irrigazioni, tagli, trinciatura, trasporto, tutta ottenuta dalla combustione dei derivati del petrolio. Chi lo vuole realizzare a tutti i costi lo fa perchè, grazie agli incentivi statali pagati dai contribuenti, ci guadagna molto. Il vero scandalo sono gli incentivi che distorcono il mercato e rendono appetibili operazioni in cui la collettività ci rimette. Senza contare che i terreni agricoli sono indispensabili per produrre cibo, non certo cippato per far arricchire qualcuno. Ma di quale sostenibilità si tratta se l'energia spesa è maggiore di quella ottenuta?
"Oltre che alle emissioni di inquinanti convenzionali, quali ossido di carbonio, polveri totali sospese e ossidi di azoto (Johansson, Tullin et al. 2003), occorre porre attenzione ad inquinanti meno convenzionali che si producono con la combustione di biomasse, quali polveri sottili, (Johansson, Tullin et al. 2003), formaldeide (Olsson 2006), benzene (Schauer, Kleeman et al. 2001), idrocarburi policiclici aromatici (Kakareka, Kukharchyk et al. 2005), diossine (Hubner, Boos et al. 2005; Lavric, Konnov et al. 2005)." Credo interessante approfondire questo argomento che normalmente non viene discusso, forse perché non rilevante o scomodo..