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Terremoto in Emilia, ingegnere sismico: "Era prevedibile. In arrivo forte scossa al Sud"
"La Commissione Grandi Rischi sapeva"
Alessandro Martelli, direttore del Centro Enea di Bologna, in un'intervista pubblicata su Affari Italiani, rivela come il terremoto dell'Emilia fosse ampiamente prevedibile e lancia l'allarme per un imminente scossa violenta nel Sud d'Italia. Dalle sue parole si evince come la Commissione Grandi Rischi fosse stata informata del pericolo di scossa in Emilia già il 4 Maggio.
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Direttore, era prevedibile il terremoto in Emilia? Ci sono state analisi precedenti?
Si, era stato previsto. Ci sono dei “cosiddetti” strumenti di previsione che sono fatti in diversi Paesi, in Italia li fa l’International Centre for Theoretical Physics (ICTP) e l’Università di Trieste. In base al verificarsi di possibili anomalie nelle tre zone italiane, nord, centro e sud vengono emessi degli allarmi. E’ un po’ come misurare la temperatura corporea e vedere se hai la febbre.
E sono stati emessi allarmi?
Si, in marzo è stato diramato un allarme per la zona nord perché era stato stimato un movimento del terreno di magnitudo maggiore del 5,4. C’erano notevoli probabilità che a nord sarebbe arrivato un terremoto. La regione allarmata era questa anche perché c’erano stati terremoti vicini, nel Garda, nel veronese, poi a Parma. L’algoritmo dell’analisi mostrava che era fortemente probabile.
E come mai nessuno lo sapeva?
Si tratta di metodologie sperimentali. Gli allarmi non vengono divulgati ma comunicati a un gruppo di esperti nazionali. Nella Commissione Grandi Rischi si sapeva, ne abbiamo proprio parlato il 4 maggio.
E cosa è stato fatto in proposito per preparare all’evento?
Se ne discusse anche perché questo tipo di analisi non sono accettate da tutti i sismologi. Io posso solo dire che la Commissione Nazionale Grandi Rischi era informata dai primi di marzo.
Sono previste altre scosse in Emilia?
Non si può dire. Ha ragione Gabrielli (Capo del Dipartimento della Protezione Civile, ndr) che bisogna attendere e stare attenti. Ci potrebbero essere solo scosse di assestamento come scosse più forti. Non occorre arrivare a conclusioni senza avere tutti gli elementi.
Ma cosa bisognerebbe fare in questi casi?
Non si possono immediatamente evacuare delle zone per mesi ma di sicuro si può verificare le strutture strategiche, e organizzare la protezione civile, informare la popolazione su come si deve comportare.
Ma che sia andata come è andata… non l’allarma?
Certo! Più del nord adesso però mi preoccupa il sud. Per il nord c’erano stati due studi. Uno allarmava per un eventuale terremoto e l’altro no. Ed è arrivato il terremoto in Emilia. C’è un allarme per il sud più grave in arrivo perché lì sono stati applicati tre modelli di studio. Tutti e tre danno l’allarme rosso. Quindi questo preoccupa oltretutto perché prefigura un eventuali terremoto molto violento.
Ma lei non aveva denunciato tempo fa che in Italia, al sud, esistono stabilimenti industriali potenzialmente soggetti a rischio di incidente rilevante in caso di terremoti?
Si, hanno sostanze potenzialmente pericolose in elevate quantità. Sono impianti chimici, ci sono stabilimenti che contengono serbatoi di gas naturale liquefatto (Liquefied Natural Gas o LNG), altri serbatoi di stoccaggio di grandi dimensioni, rigassificatori…
Ma quel’è il problema tecnico di questi impianti?
Il problema è che le scelte progettuali degli impianti sono state lasciate ai gestori e, generalmente, non è noto, per i diversi stabilimenti, se e quali criteri antisismici siano stati adottati. Poi c’è il rischio da maremoto, evento raro, ma non impossibile (vedi l’incidente di Fukushima, ndr) e che, quando si verifica, è devastante: questo rischio appare del tutto trascurato negli impianti chimici italiani situati in prossimità delle coste, e in aree sismiche come ad esempio a Milazzo o se penso ai serbatoi sferici situati a Priolo-Gargallo, sono alquanto pessimista e preoccupato. Manca In Italia una specifica normativa per la progettazione antisismica degli impianti chimici.




Scientificamente i terremoti non sono prevedibili..! Chi ha previsto terremoti lo ha fatto solo su dati statistici..! Gli stessi scienziati..quelli che avevano previsto il terremoto in Emilia, in alcune interviste fatte precedentemente affermavano che non era possibile prevedere terremoti..! Ed Allora come la mettiamo...?? A questo punto piuttosto che fare previsioni azzardate e far impaurire la gente..meglio realizzare tecnicamente edifici e case a prova di scosse..! In Giappone loro ci vivono quasi ogni giorno con scosse del 4-5 Gradi Richter..e continuano a vivere tranquillamente senza paura..! In Italia ..in Emilia è crollato un capannone costruito 6-7- anni fa e son morti degli operai...! Questa è la realtà..!
ok,previsto terremoto il 3 giugno,ma quale sara' la regione in cui accadra'?
anche io vivo a reggio emilia....di terremoti li ne ho sentiti davvero tanti e anche molto violenti e mi spaventano sempre......credo pero che dovremmo prendere esempio dai giapponesi.....loro non si preoccupano molto di prevedere i terremoti, bensi di costruire edifici sicuri e sempre con tecnologie evolute tali da poter resistere ai terremoti......certo poi quando la sfiga si accanisce...bhe li ce poco da fare...aiutoooooooooooo
parlo con cognizione di causa, in quanto sono un fisico specializzato in sismologia. i terremoti non si possono prevedere. ci sono diversi fattori che fanno da precursore, ma non sono sufficineti per allarmare un'intera regione per mesi. al momento non si è ancora in grado di prevedere con una buona accuratezza un terremoto, si può solo dire che entro un certo periodo ci sarà un terremoto in tale posto, ma capite bene che non si può divulgare una tale notizia, servirebbe solo a creare il panico.
Ma.... quanto sud? ._____________.
si prevede forte terremoto al sud,io vivo a pozzuoli napoli,dove la terra è stata sempre ballerina per il bradisismo,c'è anche il vesuvio,ma nessun allarmismo,mi chiedo,vi chiedo...ma c'è veramente la possibilità di terremoto'???
la mia preoccupazione sta nel fatto che visto i continui studi e ricerche fatte, non si può dar più credito a queste metodiche se pur in fase di sperimentazione, mi rendo conto che non si posso allarmare regioni intere , ma per chi come me a vissuto il terremoto dell 'Irpinia e si porta dentro ancora tanta paura nonostante siano passati più di trent'anni, mettere in allerta almeno chi di dovere il minimo è che si possa fare. Grazie
dai miei studi...il 3 giugno
Speriamo bene.....!!! Ma questi terremoti si possono prevedere......si o no???? Ogni giorno cambiano idea........