Atlantico e gelo continentale si fronteggiano sull’Europa: l’Italia resta in bilico tra fasi instabili, precipitazioni sopra media e solo parziali tentativi invernali.
Le proiezioni meteo di lungo termine indicano una fase complessa durante i Giorni della Merla, con l’Italia collocata in una zona di confine tra la circolazione atlantica e il freddo continentale presente sull’Europa orientale. Nel periodo 19-26 gennaio, i modelli descrivono un vero braccio di ferro atmosferico: da un lato le correnti umide nord-atlantiche, dall’altro un vasto serbatoio gelido tra Russia ed Europa orientale, che tuttavia fatica a spingersi verso il Mediterraneo centrale.
La saccatura atlantica trova spazio sull’Europa occidentale e successivamente sul bacino del Mediterraneo, favorendo una circolazione instabile e precipitazioni frequenti. In questo contesto, l’Italia appare più esposta al maltempo che a una vera irruzione fredda. Il freddo continentale, pur vicino, resta in gran parte confinato a nord delle Alpi e sui settori orientali, per l’assenza di un blocco anticiclonico favorevole ad aprire un corridoio diretto verso la Penisola. Non mancheranno comunque nevicate sui rilievi, con temperature a tratti sotto media al Nord.
Nel periodo 26 gennaio – 2 febbraio, lo scenario resta simile: continuano a prevalere correnti nord-atlantiche, mentre le masse d’aria più gelide scorrono tra Europa centrale e settentrionale senza riuscire a sfondare verso il Mediterraneo. Il confine tra le due masse d’aria tende a stabilizzarsi tra area alpina ed Europa centrale, complice un anticiclone proteso verso la Groenlandia, che mantiene bassa la storm track. Di conseguenza, l’Italia rimane esposta soprattutto a minimi depressionari, piogge e dinamismo stagionale, più che a un’ondata di gelo strutturata.
Alcuni scenari minoritari, con probabilità ridotta, ipotizzano un temporaneo affondo freddo in caso di rallentamento della circolazione zonale o di un diverso incastro tra blocco e saccatura, ma al momento il segnale dominante resta quello di un Mediterraneo più piovoso della media, con Nord più facilmente sotto media termica.
Nel dettaglio giornaliero tra fine gennaio e inizio febbraio, i modelli mostrano una sequenza di fasi instabili, alternate a brevi pause più asciutte. Si alterneranno piogge al Nord e al Centro, nevicate sulle Alpi e sull’Appennino, con episodi più intensi sull’Adriatico e sui rilievi centrali, mentre il Sud vedrà passaggi piovosi intervallati da schiarite. Le isole maggiori resteranno spesso coinvolte da precipitazioni, localmente intense sulla Sardegna.
In sintesi, i Giorni della Merla si preannunciano dinamici e spesso perturbati, con un inverno presente ma non dominante, fatto più di piogge, neve sui monti e temperature variabili che di un vero e duraturo freddo continentale.