Acqua pubblica in Abruzzo, svolta storica: cambiano gestione, ambiti e Comuni

27 Maggio 2026   17:55  

La riforma approvata dal Consiglio regionale ridisegna il servizio idrico integrato pubblico, puntando su efficienza, investimenti e rappresentanza dei territori abruzzesi dal prossimo decennio operativo.

La riforma del servizio idrico integrato in Abruzzo è stata approvata dal Consiglio regionale e diventa legge. Il provvedimento, promosso dal presidente dell’Assemblea regionale Lorenzo Sospiri e dalla vicepresidente Marianna Scoccia, punta a riorganizzare la gestione dell’acqua pubblica attraverso una riduzione degli attuali ambiti e un rafforzamento del ruolo dei Comuni.

Il voto ha registrato il via libera dei presenti, con l’astensione dei consiglieri Luciano D’Amico, Francesco Taglieri ed Erika Alessandrini. Per Sospiri si tratta di una norma dal valore “storico”, destinata a intervenire su un settore considerato strategico per cittadini, territori e investimenti infrastrutturali. Il presidente del Consiglio regionale ha ribadito che l’acqua resterà pubblica e che la gestione sarà affidata in modalità in house a società pubbliche detenute dagli enti comunali.

Il cuore della riforma riguarda il passaggio dagli attuali sei ambiti a un massimo di due sub-ambiti territoriali. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più efficiente, ridurre i costi di gestione e garantire maggiore capacità di investimento, in particolare per il contrasto alle perdite idriche e per la realizzazione di nuove condotte nelle aree dove, in alcuni periodi dell’anno, l’acqua non arriva con continuità.

La nuova legge affida un ruolo centrale all’Ersi, l’Ente regionale per il servizio idrico integrato, che dovrà predisporre entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma uno studio sulla possibile suddivisione dell’Atur, l’Ambito territoriale unico regionale. La valutazione dovrà tenere conto di parametri come efficienza, efficacia, sostenibilità economica, equa distribuzione delle fonti di approvvigionamento e qualità del servizio.

Sulla base dello studio dell’Ersi, la Giunta regionale potrà confermare l’ambito unico oppure individuare i nuovi sub-ambiti, dopo il parere obbligatorio delle commissioni consiliari competenti. La norma prevede anche la tutela dei livelli occupazionali degli attuali gestori.

All’interno dei futuri ambiti sarà costituita l’Assemblea dei sindaci, con meccanismi di voto ponderato pensati per assicurare rappresentanza anche ai piccoli Comuni. La riforma entrerà concretamente a regime alla scadenza delle concessioni in corso, a partire dal 1° gennaio 2032.


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