Braccianti bruciati vivi, i fermati davanti al gip: il mistero del movente

04 Giugno 2026   12:10  

Al Tribunale di Castrovillari l’udienza sui due trentunenni fermati: gli investigatori lavorano su movente, rapporti economici e contesto lavorativo.

Sono comparsi davanti al gip di Castrovillari Safeer Ahmed e Ali Raza, entrambi 31enni di nazionalità pachistana, fermati nell’ambito dell’inchiesta sulla strage dei braccianti avvenuta ad Amendolara, in provincia di Cosenza. I due sono accusati, allo stato degli atti, in relazione alla morte di quattro lavoratori migranti, trovati carbonizzati all’interno di un minivan nell’area di servizio lungo la Statale 106.

Le vittime sono state identificate come Waseem Khan, 29 anni, pachistano, e i cittadini afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Safi Iayjad, 27 anni, e Ullah Ismat Qiemi, 19 anni. Secondo le prime ricostruzioni investigative, i quattro lavoravano come braccianti agricoli e si spostavano tra aree rurali della Calabria e della Basilicata.

Davanti alla pm Roberta Bello, i due fermati si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L’udienza davanti al giudice servirà ora a valutare la convalida del fermo e l’eventuale applicazione di misure cautelari. Al centro dell’inchiesta restano il movente, i rapporti tra vittime e indagati e il contesto in cui sarebbe maturato il delitto.

Gli investigatori stanno analizzando anche le immagini di videosorveglianza e le dichiarazioni dei superstiti. Secondo quanto emerso, una persona sarebbe riuscita a salvarsi rompendo un finestrino del mezzo, fornendo poi elementi utili alla ricostruzione della dinamica. Restano però da chiarire diversi passaggi, in particolare l’eventuale collegamento con tensioni legate al lavoro nei campi, ai pagamenti e allo sfruttamento della manodopera migrante.

Il procuratore di Castrovillari Alessandro D’Alessio ha definito l’episodio di “gravità inaudita”, sottolineando la necessità di fare piena luce non solo sull’esecuzione materiale del delitto, ma anche sul sistema di relazioni e interessi che ruotava attorno alle vittime.

La vicenda ha riacceso l’attenzione sul tema del caporalato e sulle condizioni dei lavoratori stranieri impiegati nell’agricoltura. La Cgil ha annunciato una manifestazione contro lo sfruttamento, mentre a livello istituzionale sono arrivate richieste di accertamenti rapidi e completi.


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