Caldo africano senza tregua: Ferragosto bollente e cresce l'allarme siccità anche al Nord Italia

05 Agosto 2026   15:48  

L'anticiclone africano continuerà a dominare l'Italia almeno fino alla seconda metà di agosto, con temperature estreme, afa persistente e crescente emergenza idrica.

L'estate 2026 continua a essere dominata dall'anticiclone africano, destinato a mantenere l'Italia nella morsa del caldo almeno fino a Ferragosto e, secondo le attuali proiezioni meteorologiche, probabilmente anche nei giorni successivi. La quarta intensa ondata di calore della stagione non sembra infatti intenzionata a concedere una vera tregua, mentre aumentano le preoccupazioni per la siccità, che ormai coinvolge anche diverse aree del Nord Italia.

Nel prossimo fine settimana è attesa soltanto una temporanea attenuazione delle temperature, soprattutto sulle regioni settentrionali, dove l'ingresso di correnti leggermente più fresche potrebbe favorire lo sviluppo di alcuni temporali, in particolare sull'arco alpino. Si tratterà però di una pausa molto breve: già dall'inizio della prossima settimana l'alta pressione subtropicale tornerà a rafforzarsi sul Mediterraneo, riportando condizioni di stabilità atmosferica e valori termici ben oltre le medie stagionali.

Le temperature massime continueranno a raggiungere diffusamente i 36-38 gradi nelle aree interne della Penisola, mentre non sono esclusi nuovi picchi vicini ai 40°C, sia al Nord sia al Centro-Sud. Soltanto le località costiere potranno beneficiare di un lieve sollievo grazie alle brezze marine, anche se l'umidità renderà il caldo particolarmente pesante.

A rendere ancora più difficile la situazione sarà infatti l'afa, destinata a interessare soprattutto la Pianura Padana, le grandi città e le zone costiere. Le temperature minime notturne continueranno spesso a non scendere sotto i 24-25 gradi, favorendo il fenomeno delle cosiddette notti tropicali, durante le quali il corpo umano fatica a disperdere il calore accumulato durante il giorno. Anche in montagna il clima resterà eccezionalmente caldo, con valori superiori ai 30°C intorno ai mille metri di quota e uno zero termico frequentemente oltre i 4.000 metri, un dato insolito anche per il pieno dell'estate.

L'assenza di precipitazioni significative sta inoltre aggravando la crisi idrica, che non riguarda più soltanto il Sud. In numerose aree della Val Padana, dove la primavera è stata particolarmente avara di piogge, la disponibilità d'acqua continua a diminuire e oltre cento comuni tra Piemonte e Lombardia stanno già affrontando criticità nell'approvvigionamento idrico, con ripercussioni anche sull'agricoltura e sugli allevamenti. Le elevate temperature stanno accelerando la maturazione delle colture e riducendo la produttività del settore agricolo.

Secondo le attuali elaborazioni dei modelli meteorologici, un cambiamento più deciso potrebbe arrivare soltanto tra il 18 e il 20 agosto, quando correnti più fresche provenienti dal Nord Europa potrebbero favorire un ricambio d'aria. Si tratta però di una tendenza ancora da confermare, che potrebbe essere accompagnata dall'arrivo di temporali anche intensi, soprattutto al Nord e lungo la fascia adriatica. Gli esperti invitano quindi alla prudenza, ricordando che le previsioni oltre i dieci giorni presentano ancora un margine di incertezza.


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