Svolta nelle indagini sul caso Garlasco: la Procura ridefinisce l’imputazione, emergono nuovi dettagli su dinamica, violenza e possibile movente legato a un rifiuto
Nuovi sviluppi nell’inchiesta sul delitto di Garlasco riportano al centro dell’attenzione la posizione di Andrea Sempio, destinatario di un invito a comparire da parte della Procura di Pavia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe ucciso Chiara Poggi per motivi definiti “abietti”, riconducibili a un presunto rifiuto di natura sessuale. Una lettura investigativa che segna un cambio rilevante nell’impostazione accusatoria.
Il capo d’imputazione è stato infatti modificato da omicidio in concorso a omicidio volontario, con l’aggiunta di aggravanti pesanti, tra cui quella della crudeltà. Gli investigatori parlano di un’azione caratterizzata da efferatezza, evidenziata dal numero e dalla gravità delle ferite: almeno dodici lesioni concentrate su cranio e volto della vittima.
Secondo quanto ricostruito, tra i due sarebbe avvenuta una prima colluttazione, durante la quale la giovane avrebbe tentato di opporsi. Successivamente, Sempio avrebbe colpito ripetutamente la vittima con un corpo contundente, facendola cadere e trascinandola verso la zona della cantina. Anche dopo la perdita di coscienza, la violenza non si sarebbe fermata: la 26enne sarebbe stata colpita ancora più volte lungo le scale e nel locale sottostante, fino al decesso.
Gli inquirenti sottolineano inoltre un tentativo di reazione da parte della vittima, che avrebbe cercato di rialzarsi prima di essere nuovamente colpita. Un elemento che contribuisce a delineare una dinamica particolarmente complessa e oggetto di ulteriori approfondimenti investigativi.
Dal canto suo, attraverso i legali Angela Taccia e Liborio Cataliotti, Sempio respinge la ricostruzione del presunto movente sessuale, dichiarando di non avere avuto rapporti significativi con la vittima. Una posizione difensiva che apre interrogativi sulla ricostruzione accusatoria e sui presupposti da cui derivano tali conclusioni.
L’interrogatorio fissato per il 6 maggio rappresenta ora un passaggio chiave in un’indagine riaperta da oltre un anno, destinata a fornire nuovi elementi su uno dei casi più discussi della cronaca italiana recente.