Difesa ed energia, il Parlamento dà il via libera alla strategia economica del Governo

05 Agosto 2026   15:36  

La Camera approva la risoluzione della maggioranza sulle clausole europee mentre emergono divisioni tra opposizioni e tensioni interne alla coalizione di governo.

La Camera dei deputati ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti riguardanti la richiesta di attivazione delle clausole di salvaguardia europee, aprendo così la strada al confronto con Bruxelles per ottenere nuovi margini di flessibilità destinati a energia e difesa. Il testo, modificato nel corso dell'iter parlamentare, ha ottenuto 181 voti favorevoli, 126 contrari e 12 astensioni.

L'obiettivo illustrato dal ministro è quello di utilizzare fino allo 0,6% del PIL per rafforzare la sicurezza energetica e limitare allo 0,9% del PIL gli interventi legati alla difesa, senza ricorrere al massimo margine consentito dalle nuove regole europee. Secondo Giorgetti, si tratta di una scelta improntata alla prudenza, che dovrà comunque essere definita nei dettagli con il prossimo aggiornamento della finanza pubblica previsto tra settembre e ottobre.

Nel corso del dibattito non sono mancate le tensioni politiche. All'interno della stessa coalizione di centrodestra, la Lega ha chiesto una revisione della risoluzione, eliminando alcuni riferimenti considerati troppo favorevoli al programma europeo SAFE, lo strumento comunitario pensato per sostenere gli investimenti comuni nel settore della difesa. Il senatore Claudio Borghi ha spiegato che il nuovo testo evita qualsiasi automatismo sull'eventuale utilizzo di tali finanziamenti, lasciando al Governo piena libertà di valutazione.

Anche il fronte delle opposizioni si è presentato diviso. La proposta unitaria di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra non è arrivata al voto, mentre le mozioni presentate da Italia Viva, Azione, Più Europa e Futuro Nazionale sono state respinte dall'Aula. All'interno del Pd si sono registrate posizioni differenti, con l'area riformista che ha scelto di discostarsi dalle indicazioni ufficiali del partito su alcuni passaggi relativi al programma SAFE, evidenziando una frattura politica emersa durante la discussione.

Nel suo intervento, Giorgetti ha ribadito che il ricorso alla clausola rappresenta una decisione complessa ma necessaria. Il ministro ha ricordato come l'Italia abbia assunto negli anni impegni internazionali sulla difesa comune europea e come il rafforzamento dell'autonomia energetica rappresenti oggi una priorità strategica. Secondo il titolare del MEF, scelte difficili in materia di energia avrebbero potuto essere adottate già in passato, riducendo l'attuale dipendenza dall'estero.

Il ministro ha inoltre chiarito che lo scostamento di bilancio sarà definito soltanto dopo il confronto con le istituzioni europee e dovrà risultare pienamente compatibile con il percorso di riduzione del deficit e con la sostenibilità del debito pubblico. Alcuni programmi di investimento nel settore della difesa potrebbero quindi essere rimodulati in funzione delle tempistiche previste dalla nuova governance economica europea.

Secondo quanto illustrato dal Governo, la Commissione europea esaminerà la richiesta italiana nel corso del mese di settembre. In caso di valutazione positiva, la raccomandazione dovrebbe essere formalizzata dal Consiglio Ecofin nel mese di ottobre, consentendo successivamente al Parlamento italiano di autorizzare il ricorso allo scostamento previsto dalla normativa nazionale. L'Italia sarà inoltre tenuta a trasmettere due aggiornamenti annuali a Bruxelles per documentare l'utilizzo delle risorse e verificare il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica.


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