Una madre bresciana chiede percorsi obbligatori per tutti gli insegnanti: oltre 14mila firme rilanciano il tema dell’inclusione scolastica degli studenti neurodivergenti.
Una petizione online chiede l’introduzione di una formazione obbligatoria per i docenti italiani su Dsa e Adhd. L’iniziativa è stata promossa da Sonia Brescianini, madre della provincia di Brescia, con l’obiettivo di portare all’attenzione delle istituzioni scolastiche una richiesta che arriva da molte famiglie: insegnanti più preparati nella gestione degli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento e disturbi dell’attenzione.
La raccolta firme, pubblicata su Change.org, ha già superato quota 14mila adesioni. Nel testo della petizione si parla di un “vuoto istituzionale e formativo” che, secondo la promotrice, non può più essere ignorato. La richiesta è che ogni insegnante, indipendentemente dalla materia o dal grado scolastico, possa ricevere strumenti concreti per favorire una reale inclusione didattica e tutelare il benessere psicologico degli alunni neurodivergenti.
Alla base dell’appello c’è l’esperienza diretta di una madre e il confronto con altre famiglie che raccontano difficoltà simili. Molti genitori lamentano incomprensioni, giudizi superficiali e scarsa conoscenza delle certificazioni, anche quando i bambini e i ragazzi hanno già una diagnosi riconosciuta. Il nodo, secondo i firmatari, non riguarda solo il rendimento scolastico, ma anche il modo in cui gli studenti vengono accolti, valutati e accompagnati nel percorso educativo.
La petizione chiede percorsi strutturati su Adhd, Dsa, strumenti compensativi, misure dispensative, gestione della classe e strategie di didattica inclusiva. L’obiettivo è evitare che la preparazione resti affidata alla sensibilità del singolo docente o limitata agli insegnanti di sostegno.
Il tema si inserisce in un dibattito più ampio sulla scuola italiana e sulla capacità del sistema educativo di rispondere ai bisogni degli alunni con fragilità certificate. La crescita delle firme mostra una richiesta sempre più visibile: rendere la formazione sull’inclusione non un’opzione, ma una competenza di base per chi insegna.