Dopo Atri, l´ambasciatore-scrittore abruzzese Domenico Vecchioni

25 Agosto 2007   10:31  
Domenico Vecchioni, ambasciatore d´Italia a Cuba e scrittore di saggi e spy-stories, ha presentato anche nella libreria Edison di via Carducci di Pescara, dopo Atri, il suo ultimo libro "Le spie di Olimpia - Storia degli 007 dall´antichità all´era moderna". Atri, dove è nato, e Pescara, dove ha studiato, sono, infatti, le città alle quali è legata l´infanzia e l´adolescenza dello scrittore-diplomatico abruzzese, che si è poi trasferito a Roma, dove si è laureato in Scienze politiche alla Sapienza. L´altra sera a Pescara con Vecchioni (nella foto, secondo da destra) c´erano Adelchi De Collibus (secondo da sinistra), assessore comunale alla Cultura, e Vittorio Di Cesare (a destra), docente di Intelligence alla Facoltà di Scienze delle Investigazioni dell´Università dell´Aquila e direttore del periodico "Intelligence e storia top secret" che l´Ambasciatore-scrittore ha ricordato essere l´unica pubblicazione del genere in Italia. Entrambi gli incontri sono stati moderati dal giornalista e docente universitario Ugo Perolino (a sinistra). Vecchioni ha già pubblicato i seguenti volumi: "Il Canale di Beagle" (1986); "Le Falkland-Malvine" (1987); "La Flotta Tudor" (1988); "Birger Dahlerus" (1992); "Raoul Wallenberg" (1994); "Evita Peron, la madonna dei descamisados" (1995); "Victor Kravchenko, l’uomo che scelse la libertà" (1996); "Spie e spy-stories della seconda guerra mondiale" (2001, Premio "Lunigiana-Storia" e targa speciale "Il Molinello"); "Cynthia, la spia che cambiò il corso della seconda guerra mondiale" (2002, finalista al Premio "Un libro per l’estate"). Vecchioni ha rivelato l´altra sera che "Cynthia" sarà presto anche un film. Per l’Editoriale Olimpia ha pubblicato anche "Spie della seconda guerra mondiale" (2004) e "Le spie del Fascismo" (2005). "Deterrenza, antisovversione, doppio gioco e agenti doppi, infiltrazione, intrigo", si legge nella la prefazione di "Le Spie di Olimpia" (12,50 euro, acquistabile anche on line: www.edolimpia.it/libro.php?codice=5180704). "Parole che sembrano recenti, ma che nascondono invece concetti antichissimi, che risalgono fino agli Egizi e ai Persiani - ha ribadito Vecchioni - Perché da sempre il Potere, non importa se politico o economico, ha l’esigenza di sondare gli umori, di parare i possibili colpi inferti dal nemico, di agire a sua volta prima che altri possano metterne in pericolo la possibilità di riprodursi e sopravvivere, anche fiaccandone il consenso popolare o la forza militare. E dunque l’esigenza, per questo, di uomini fidati o sfuggenti, di reti di orecchie e bocche, di trame da tessere o da spezzare. I frumentari romani e gli Agentes in rebus, gli scaldi vichinghi, il ricondizionamento delle spie teorizzato da Persiani e Cinesi, i Ninja giapponesi, il controllo della corte attraverso l’harem dei Califfi islamici. Su su fino ai più strutturati e sofisticati servizi delle nascenti potenze europee. Il Consiglio dei Dieci veneziano, le reti spionistiche nell’Inghilterra del Cinquecento, la prima divisione tra intelligence con funzioni distinte interne ed esterne, la nascita della polizia politica, il sorgere delle grandi personalità spionistiche alla Marlowe, i casi più torbidi. Dividere gli alleati dei nemici, spargere false voci e informazioni sbagliate, corrompere i funzionari nemici, suscitare rivalità interne. Per vincere ogni tipo di guerra senza combattere, per combattere sapendo già di poter vincere". De Collibus, nel complimentarsi con l´autore del libro, ha confessato di aver esordito proprio col libro di Vecchioni in questo tipo di letture, che fino a ieri non lo avevano mai attirato. Di Cesare (ma anche Vecchioni) ha spiegato al pubblico cosa è il servizio di intelligence dell´Italia e degli altri paesi che hanno fatto la storia di ciò che volgarmente viene definito anche "spionaggio". Esperto di storia dei servizi segreti di tutto il mondo soprattutto del secolo scorso e ambasciatore in un paese dove da 50 anni prosegue ancora la "guerra fredda": inevitabile che qualcuno del pubblico abbia chiesto a Vecchioni di rivelare qualcosa dei servizi segreti cubani. L´Ambasciatore ha prevedibilmente detto di non poter rispondere e, dietro insistenze, detto solo che l´intelligence cubana è molto ben organizzata e che, magari, scriverà qualcosa su Cuba dopo la fine del suo mandato, iniziato due anni fa. Non ha risposto alla domanda, non rivoltagli, nemmeno Di Cesare, che lo scorso giugno ha ben organizzato a L´Aquila, un´interessante giornata-lezione all´Università proprio sui 50 anni di guerra fra le intelligence di Cuba e Stati Uniti, a cui ha dedicato anche un intero numero della sua rivista.

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