Dopo otto mesi nella struttura protetta, i giudici valutano nuovi documenti, progressi scolastici e abitativi: la difesa spera nel ritorno immediato dei bambini a casa.
Potrebbero essere decisive le prossime ore per Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori della cosiddetta famiglia nel bosco di Palmoli. Il Tribunale per i minorenni dell’Aquila ha avviato la camera di consiglio chiamata a esaminare la richiesta di ricongiungimento con i tre figli, ospitati dal 20 novembre 2025 in una struttura protetta di Vasto.
Dopo otto mesi di separazione, la coppia attende un provvedimento che potrebbe modificare profondamente il percorso intrapreso finora. La decisione, tuttavia, potrebbe non essere immediata: la documentazione raccolta è particolarmente ampia e comprende relazioni sanitarie, valutazioni psicologiche, memorie difensive e gli elementi emersi durante l’ascolto protetto dei minori.
A rafforzare le speranze dei genitori è soprattutto l’ultima relazione della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano-Vasto-Chieti. Nel documento viene segnalato il pericolo che un’ulteriore permanenza dei bambini nella casa famiglia possa esporli al rischio di sviluppare una sindrome da stress post-traumatico. Gli specialisti avrebbero pertanto indicato come urgente la ricomposizione del nucleo familiare, ritenuta necessaria per tutelare l’equilibrio emotivo e la crescita dei tre minori.
La relazione rappresenta uno degli elementi più rilevanti sottoposti ai giudici, ma non è l’unico. Il Tribunale dovrà confrontarla con le precedenti valutazioni acquisite nel corso del procedimento, comprese quelle che avevano espresso riserve sulle competenze genitoriali della coppia e suggerito un percorso graduale e accompagnato.
Al fianco di Catherine e Nathan c’è l’avvocato Simone Pillon, subentrato nella fase più recente della vicenda. Il legale ha presentato il 25 giugno l’istanza per riunire la famiglia, successivamente integrata dalle memorie depositate entro il termine del 20 luglio. Pillon si è dichiarato fiducioso, pur precisando di non poter formulare previsioni né sull’esito né sui tempi dell’ordinanza.
Secondo la difesa, i genitori avrebbero rispettato concretamente gli impegni assunti e affrontato diversi aspetti che, nel novembre scorso, avevano contribuito alla decisione di sospendere la loro responsabilità genitoriale.
Il primo cambiamento riguarda l’istruzione. L’allontanamento dei bambini era stato motivato anche dalla mancata frequentazione della scuola e dai dubbi sulla socializzazione, poiché Catherine e Nathan avevano scelto per loro l’istruzione parentale. Nei mesi successivi, tuttavia, i tre minori hanno affrontato e superato gli esami di ammissione alle classi successive: la primogenita potrà frequentare la quarta elementare, mentre i gemelli accederanno alla seconda.
La questione scolastica costituiva uno dei principali punti di contrasto. La disponibilità ora mostrata dalla coppia verso l’inserimento nel sistema pubblico viene considerata dalla difesa un segnale concreto di apertura e collaborazione con le istituzioni.
Un’altra novità riguarda le condizioni abitative. Il Comune di Palmoli ha rilasciato il permesso definitivo per costruire una nuova abitazione sul terreno della famiglia, a circa venti metri dal precedente fabbricato. Il progetto prevede una casa di 66 metri quadrati, dimensione conforme ai requisiti indicati per un nucleo composto da cinque persone.
L’edificio sarà realizzato con materiali ecologici, in particolare la canapa, e seguirà i criteri della cosiddetta casa passiva. Avrà servizi igienici interni e sarà progettato per mantenere una temperatura compresa tra 18 e 20 gradi, limitando il ricorso agli impianti tradizionali di riscaldamento e raffreddamento.
Il progetto, firmato dall’architetto Maria Mascarucci, intende quindi conservare lo stile di vita sostenibile scelto dalla coppia, adeguandolo però alle prescrizioni edilizie e alle esigenze indicate nel procedimento. L’obiettivo dichiarato è completare l’abitazione entro il periodo natalizio. Nel frattempo, i genitori hanno accettato una sistemazione messa a disposizione sul territorio comunale.
Nel percorso che conduce alla decisione ha assunto un peso rilevante anche l’audizione protetta del 7 luglio. I tre bambini sono stati ascoltati per circa tre ore dai giudici, alla presenza delle figure incaricate di tutelarli. Il contenuto dei colloqui resta riservato, ma la difesa sostiene che siano emersi elementi favorevoli al rientro con i genitori.
I minori erano stati trasferiti nella struttura di Vasto nel novembre scorso. Catherine aveva inizialmente continuato a vivere con loro, ma il 6 marzo era stata allontanata perché la sua presenza era stata giudicata ostativa rispetto al lavoro educativo avviato dagli operatori sociali. Da quel momento gli incontri con entrambi i genitori sono proseguiti secondo modalità stabilite dal Tribunale.
Ora la vicenda arriva a un nuovo passaggio cruciale. I giudici dovranno stabilire se i cambiamenti compiuti siano sufficienti per autorizzare il ricongiungimento, eventualmente accompagnandolo con prescrizioni, controlli e sostegno educativo, oppure se sia necessario proseguire ancora il percorso nella struttura protetta.
«I genitori hanno confermato con i fatti ogni impegno», ha sottolineato Pillon, dicendosi ottimista per natura. La parola definitiva spetta però al Tribunale per i minorenni, dal quale si attende un’ordinanza presumibilmente articolata. Fino al deposito del provvedimento, il ritorno dei bambini a casa rimane una possibilità concreta, ma non ancora una decisione formalmente assunta.