La tv iraniana parla di un’intesa su Hormuz, ma gli Stati Uniti smentiscono: intanto Israele rivendica l’uccisione di Mohammed Odeh a Gaza nelle ultime ore.
Resta alta la tensione in Medio Oriente, dove la partita diplomatica sullo Stretto di Hormuz si intreccia con il conflitto a Gaza. La televisione di Stato iraniana ha diffuso i contenuti di una presunta bozza di memorandum tra Washington e Teheran, indicata come “Memorandum di Islamabad”. Secondo questa versione, gli Stati Uniti dovrebbero ritirare le proprie forze militari dalle aree vicine al territorio iraniano e rimuovere il blocco navale sui porti dell’Iran. In cambio, la Repubblica islamica si impegnerebbe a riportare entro 30 giorni il traffico commerciale nello Stretto ai livelli precedenti alla guerra.
Il documento, sempre secondo quanto riportato dai media iraniani, prevederebbe una gestione del transito navale in coordinamento con l’Oman. In caso di accordo definitivo entro 60 giorni, l’intesa dovrebbe poi essere sottoposta al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per diventare una risoluzione vincolante. La Casa Bianca, però, ha respinto con decisione questa ricostruzione, definendola una “completa invenzione” e invitando a non considerare attendibili le notizie diffuse dai media statali iraniani.
Sul fronte palestinese, Hamas ha confermato la morte di Mohammed Odeh, indicato da Israele come nuovo capo militare dell’organizzazione a Gaza. L’uccisione sarebbe avvenuta in un raid israeliano su Gaza City, nel quale, secondo fonti palestinesi, sarebbero rimasti uccisi anche alcuni familiari di Odeh. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha rivendicato l’operazione e ha ribadito l’intenzione di proseguire contro i vertici di Hamas. Katz è tornato anche sul tema della cosiddetta “emigrazione volontaria” da Gaza, sostenendo che il piano verrà portato avanti “nei tempi e nei modi appropriati”.