Un militare Unifil è morto nel sud del Libano, mentre l’intesa mediata dagli Stati Uniti resta appesa alle condizioni poste a Hezbollah e ai raid.
Resta alta la tensione in Medio Oriente, dove la nuova ipotesi di cessate il fuoco tra Israele e Libano si intreccia con un grave episodio che ha colpito la missione Unifil. Un casco blu è morto nel sud del Paese dopo che colpi di mortaio hanno raggiunto una postazione nei pressi di Marjayoun, nel settore sudorientale del Libano. Altri due militari della missione delle Nazioni Unite sono rimasti feriti e sono stati presi in carico dal personale medico della base.
Secondo quanto comunicato da Belgrado, il militare ucciso era serbo: si tratta del sergente maggiore Milovan Jovanovic, deceduto dopo il trasferimento in elicottero al Centro medico universitario di Beirut. La Farnesina ha precisato che non risultano italiani coinvolti nell’attacco, avvenuto in un’area del settore est dove non operano contingenti italiani.
L’episodio arriva nelle stesse ore in cui Israele e Libano, al termine dei colloqui a Washington, hanno annunciato un’intesa per rinnovare la tregua e creare zone di sicurezza sotto controllo libanese, con l’esclusione di attori armati non statali. Il punto più delicato resta però Hezbollah, chiamato a cessare il fuoco e a ritirare i propri uomini dal settore a sud del Litani.
La stabilità dell’accordo appare ancora incerta. Media libanesi hanno riferito di nuovi attacchi israeliani nel sud del Paese dopo l’annuncio della tregua, mentre l’esercito israeliano ha invitato i civili a non dirigersi verso sud del fiume Zahrani, segnalando la prosecuzione delle operazioni in alcune aree.
Il quadro regionale resta aggravato anche dalla guerra a Gaza e dal fronte iraniano. Fonti sanitarie citate da media arabi parlano di nuove vittime a Gaza City, mentre negli Stati Uniti la Camera ha approvato una risoluzione per limitare l’azione militare americana contro l’Iran, misura politicamente rilevante ma destinata a scontrarsi con il possibile veto del presidente Donald Trump.