Meteo febbraio, Atlantico dominante: piogge frequenti e neve intermittente sull’Italia

05 Febbraio 2026   16:49  

Fino a metà febbraio flusso atlantico protagonista: correnti miti, perturbazioni ripetute, poche incursioni fredde e possibile influenza stratosferica ancora tutta da valutare.

Le proiezioni a medio-lungo termine confermano un quadro atmosferico sull’Europa fortemente condizionato dall’Atlantico, che resterà il principale motore della circolazione almeno fino al 10 febbraio. Il flusso occidentale continua infatti a distendersi dal Nord Atlantico verso l’Europa occidentale e centrale, coinvolgendo in modo diretto anche l’Italia con una sequenza di impulsi perturbati.

Una vasta area di bassa pressione atlantica alimenta un corridoio di correnti miti e umide, responsabile di condizioni dinamiche e instabili su gran parte del continente. Le precipitazioni risultano irregolarmente distribuite, ma più frequenti sui settori esposti alle correnti occidentali, con alternanza di fasi piovose, pause asciutte e nevicate sui rilievi.

In questo contesto, sull’Italia vengono per ora limitati gli affondi freddi. Le masse d’aria più gelide restano confinate alle alte latitudini, interessando soprattutto il Nord-Est europeo, senza riuscire a spingersi con decisione verso il Mediterraneo, anche a causa di assetti di blocco che frenano la discesa delle correnti artiche.

Le simulazioni modellistiche indicano tuttavia che, verso metà mese, potrebbe tentare un parziale arretramento del flusso atlantico, accompagnato da una spinta delle correnti artiche verso l’Europa centrale. Non si tratterebbe di un’irruzione diretta sul bacino mediterraneo, ma sufficiente a determinare un calo termico sull’Europa centro-orientale, con possibili ripercussioni marginali anche su alcune aree della Penisola, in particolare quelle settentrionali.

Resta sullo sfondo la variabile stratosferica, che dalla seconda metà di febbraio potrebbe assumere un ruolo più rilevante. Al momento non si intravede uno split del vortice polare, ma piuttosto un disturbo marcato della circolazione stratosferica, potenzialmente in grado di influenzare la dinamica alle alte latitudini e, in modo indiretto, la risposta troposferica europea. Gli eventuali effetti al suolo restano però incerti nei tempi e nelle modalità.

Nel dettaglio, tra giovedì 12 e domenica 15 febbraio, il tempo resterà spesso instabile, con piogge frequenti al Centro-Nord e sulle regioni tirreniche, mentre le nevicate interesseranno a più riprese Alpi e Appennino, localmente anche di moderata intensità. Le temperature si manterranno complessivamente in linea o leggermente superiori alle medie, confermando una fase invernale più dinamica che fredda.

Tra lunedì 16 e giovedì 19 febbraio, il quadro tenderà a mostrare una maggiore variabilità, con alternanza di nubi e schiarite, ancora precipitazioni sparse e neve sui principali rilievi, ma senza segnali chiari di una svolta in senso rigorosamente invernale. Uno scenario che ribadisce il ruolo centrale dell’Atlantico, mentre l’eventuale contributo stratosferico resta, per ora, una possibile evoluzione da monitorare.


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