Niscemi, frana senza precedenti: scontro politico, indagine annunciata e oltre mille sfollati

29 Gennaio 2026   16:51  

Emergenza in Sicilia dopo la frana di Niscemi: governo, Protezione civile e Ue al lavoro, polemiche politiche aperte, monitoraggi in corso, famiglie evacuate.

Frana record a Niscemi, indagine del governo e scontro politico infiamma Roma

Il caso Niscemi torna al centro del dibattito istituzionale dopo le dichiarazioni del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, che ha annunciato l’intenzione di proporre in Consiglio dei ministri un’indagine amministrativa per chiarire quanto avvenuto dopo la frana del 1997. Secondo il ministro, sarà necessario ricostruire in modo puntuale la cronistoria degli ultimi trent’anni per comprendere se vi siano state sottovalutazioni o omissioni che hanno condotto all’attuale situazione di emergenza.

Parole che hanno innescato la reazione delle opposizioni, che chiedono le dimissioni del ministro e la presenza in Aula della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Musumeci ha comunque dato disponibilità a riferire alla Camera il 4 febbraio, mentre i gruppi parlamentari di M5S, Pd e Iv insistono per un’informativa diretta della premier.

Sul piano tecnico, il capo del Dipartimento della Protezione civile Fabio Ciciliano ha fornito dati che restituiscono la dimensione del fenomeno: il movimento franoso in atto a Niscemi sarebbe pari a circa 350 milioni di metri cubi, un volume superiore a quello del Vajont del 1963. Un confronto che, pur solo numerico, rende evidente la portata eccezionale dell’evento.

Dal territorio, il sindaco Massimiliano Conti respinge le accuse di inadempienza da parte del Comune. L’amministrazione, spiega, dispone di documentazione e ha più volte sollecitato interventi negli anni, ottenendo solo nel 2025 i fondi relativi alle fasi 2 e 3 della vecchia frana. «La priorità – afferma – resta l’assistenza ai cittadini e la gestione dell’emergenza immediata».

Intanto l’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, guidata da Leonardo Santoro, ha annunciato un decreto che estenderà l’area di rischio di circa 25 chilometri quadrati, con inedificabilità assoluta, mentre la zona rossa resterà fissata a 150 metri dal fronte della frana. La decisione segue i rilievi con droni effettuati dai tecnici sull’area a valle del costone crollato.

Sul fronte infrastrutturale, il vicepremier Matteo Salvini ha escluso il dirottamento dei fondi del Ponte sullo Stretto, assicurando che le risorse per fronteggiare i danni del maltempo in Sicilia, Calabria e Sardegna saranno individuate senza bloccare i cantieri già avviati.

I numeri dell’emergenza restano rilevanti: secondo i dati ufficiali, gli sfollati registrati sono 1.309, in gran parte ospitati da parenti e amici, mentre meno di un centinaio ha fatto ricorso alle strutture comunali. Il fronte della frana è definito attivo ma stabile: Vigili del fuoco e tecnici confermano l’assenza di peggioramenti, nonostante le condizioni meteo avverse, con un monitoraggio costante ancora in corso.

A livello europeo, il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto ha ribadito il massimo impegno di Bruxelles, annunciando la possibilità per l’Italia di accedere al Fondo di solidarietà per sostenere le comunità colpite dall’uragano Harry.


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