Pierburg, scatta lo sciopero: lavoratori contro la vendita dello stabilimento

04 Giugno 2026   13:19  

Presidio davanti al sito di Lanciano. Fiom e Fim chiedono l’intervento urgente del Governo e garanzie occupazionali prima della cessione.

Sciopero questa mattina allo stabilimento Pierburg di Lanciano, dove i lavoratori hanno incrociato le braccia contro l’ipotesi di vendita del sito abruzzese da parte del gruppo tedesco Rheinmetall. La mobilitazione, proclamata da Fiom Cgil e Fim Cisl, punta a chiedere un intervento diretto del Governo e la convocazione urgente dell’azienda al tavolo del Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy.

I sindacati chiedono che Rheinmetall si presenti con un rappresentante dotato di pieno mandato negoziale e che venga sospeso ogni passaggio legato alla cessione degli stabilimenti Pierburg di Lanciano e Livorno fino a quando non sarà aperta una discussione preventiva nella sede istituzionale. Secondo le organizzazioni dei lavoratori, il gruppo starebbe procedendo in modo autonomo e unilaterale, senza rispettare gli impegni assunti nel confronto con il ministero.

La vertenza riguarda il futuro della divisione civile e automotive del gruppo, inserita in un più ampio processo di dismissione. Già nei mesi scorsi, negli incontri al Mimit, era emerso che la trattativa di vendita non era ancora chiusa e che sul tavolo erano presenti interlocutori finanziari tedeschi. Per i sindacati, però, ogni operazione deve essere vincolata a garanzie certe su occupazione, continuità produttiva, investimenti e tutela del perimetro industriale.

Fiom e Fim sottolineano inoltre un elemento politico: Rheinmetall non è un’azienda in difficoltà, ma un colosso internazionale della difesa che registra utili rilevanti e riceve anche commesse pubbliche. Per questo le sigle sindacali chiedono che eventuali risorse o incarichi finanziati con denaro pubblico siano subordinati al rispetto degli impegni assunti verso lavoratori e istituzioni.

Lo sciopero a Lanciano è stato articolato con un presidio e un’assemblea davanti allo stabilimento dalle 10 alle 12. Per i turni successivi sono previste due ore di astensione a fine turno. La mobilitazione, spiegano le Rsu Andrea De Lutis e Primiano Biscotti, vuole rendere visibile alla città, alle istituzioni regionali e nazionali e all’opinione pubblica quanto sta accadendo attorno al futuro dello stabilimento.


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