Putin accusa l’Europa, drone ucraino esplode in Romania: ora tensione alle stelle

05 Giugno 2026   16:28  

Dal forum di San Pietroburgo il leader russo attacca Bruxelles, mentre l’esplosione a Costanza apre un nuovo fronte diplomatico sul Mar Nero.

Il conflitto in Ucraina torna a intrecciare diplomazia, propaganda e sicurezza europea. Dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo, Vladimir Putin ha accusato le élite europee di alimentare “il caos” e di trascinare altri Paesi in una crisi sempre più ampia. Nel suo intervento, il presidente russo ha presentato le sanzioni occidentali come strumenti di pressione politica e, soprattutto, come una forma di “concorrenza sleale” contro Mosca.

Secondo Putin, le misure adottate dall’Occidente non sarebbero legate solo alla guerra in Ucraina, ma anche ad altri dossier, dai rapporti internazionali ai temi sociali. Il Cremlino prova così a spostare il baricentro del confronto, insistendo sulla necessità per la Russia di rafforzare la propria autonomia tecnologica, dall’intelligenza artificiale alle infrastrutture digitali, per non diventare una “periferia” dei grandi blocchi globali.

Intanto, nel Mar Nero, un nuovo incidente ha aumentato la tensione. Un drone navale ucraino è esploso nel porto romeno di Costanza, senza provocare vittime. Kiev ha confermato che il mezzo apparteneva alla propria Marina, sostenendo però che avrebbe perso il controllo dopo interferenze di guerra elettronica russa. Le autorità romene avevano messo in sicurezza l’area e disposto evacuazioni precauzionali nelle zone interessate.

Mosca, al contrario, respinge ogni responsabilità e accusa l’Ucraina di utilizzare droni marini contro obiettivi civili e rotte commerciali. L’episodio è particolarmente delicato perché avvenuto in Romania, Paese membro della Nato, già coinvolto negli ultimi mesi da sconfinamenti e cadute di droni legati alla guerra oltreconfine.

Sul piano diplomatico, Bruxelles ha espresso sostegno alla richiesta di Volodymyr Zelensky di un incontro diretto con Putin, dopo la lettera aperta inviata dal presidente ucraino al leader russo. Anche Emmanuel Macron ha ribadito che un eventuale negoziato tra Kiev e Mosca dovrebbe vedere l’Europa presente al tavolo, considerato il ruolo politico, finanziario e militare assunto dall’Ue nel sostegno all’Ucraina.

Nelle stesse ore sono arrivati segnali contrastanti: da un lato uno scambio di prigionieri e il primo contatto tra i commissari per i diritti umani dei due Paesi; dall’altro nuovi raid, vittime civili e accuse incrociate. La guerra resta quindi sospesa tra spiragli diplomatici e un’escalation che continua a estendersi oltre il campo di battaglia ucraino.


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