Sicurezza e Ponte sullo Stretto al centro del Consiglio dei ministri

05 Febbraio 2026   15:40  

Decreti e disegni di legge su sicurezza, immigrazione e infrastrutture al vaglio del governo, dopo confronti tecnici e rilievi istituzionali sui punti più delicati.

La sicurezza torna al centro dell’agenda del Consiglio dei ministri, convocato nel pomeriggio, con un pacchetto articolato di provvedimenti che spaziano dall’ordine pubblico alle infrastrutture strategiche, includendo anche il Ponte sullo Stretto di Messina. I testi sono stati predisposti e rifiniti nel corso di una riunione tecnica preparatoria svoltasi in mattinata, il cosiddetto pre-Consiglio, chiamato a esaminare sia il decreto legge sia il disegno di legge in materia di sicurezza.

Tra gli atti attesi figura un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, denominato “disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari, regolazione e concessioni”, che mira anche a superare alcuni rilievi della Corte dei Conti relativi al progetto del Ponte sullo Stretto. Il provvedimento è stato inserito nel calendario dei lavori insieme al pacchetto sicurezza, oggetto di un lungo confronto tecnico e politico.

Sul fronte dell’ordine pubblico, uno dei testi all’esame contiene misure urgenti sulla sicurezza pubblica, sull’attività di indagine dell’autorità giudiziaria, sulla funzionalità delle forze di polizia e del Ministero dell’Interno, oltre a interventi su immigrazione e protezione internazionale. A questo si affianca un disegno di legge che affronta anche il tema della prevenzione del disagio giovanile, oltre agli aspetti organizzativi e ordinamentali delle forze dell’ordine.

I contenuti sono stati rielaborati dopo una serie di riunioni tecniche seguite ai rilievi istituzionali emersi nelle ultime ore, in particolare su temi sensibili come il fermo preventivo e il cosiddetto scudo penale. Proprio il fermo, ipotizzato nelle prime bozze per soggetti ritenuti potenzialmente pericolosi durante i cortei, è stato oggetto di approfondimenti: la durata prevista di 12 ore è stata giudicata un punto critico e la misura è stata in parte rimodulata.

Secondo le indicazioni più recenti, l’orientamento dell’esecutivo sarebbe quello di mantenere l’accompagnamento negli uffici di polizia entro limiti temporali definiti, circoscrivendolo a casi specifici e prevedendo comunque la comunicazione all’autorità giudiziaria. Parallelamente, sul fronte dello scudo, il governo sottolinea l’intenzione di estendere le tutele oltre le sole forze dell’ordine, introducendo una regolamentazione più dettagliata.

Nel pacchetto sicurezza troverebbero spazio anche misure contro la violenza giovanile, con una stretta sulla vendita di coltelli ai minori e sanzioni amministrative per i trasgressori, oltre a interventi sulle zone rosse in prossimità delle stazioni ferroviarie. Restano invece escluse, almeno per ora, altre ipotesi come la cauzione per i cortei.

Il disegno di legge, destinato a un iter parlamentare più lungo, dovrebbe infine includere il cosiddetto blocco navale, prevedendo la possibilità di interdire temporaneamente le acque territoriali in presenza di minacce terroristiche o di pressioni migratorie eccezionali. Un insieme di misure che delinea un intervento ampio e complesso, destinato a segnare il dibattito politico delle prossime settimane.


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