Smantellata rete internazionale di falsari: euro contraffatti venduti anche oltre i confini italiani

05 Agosto 2026   15:46  

Operazione tra Abruzzo, Lazio e Marche: sequestrate due stamperie clandestine mentre l'organizzazione riforniva diversi Paesi europei attraverso spedizioni e criptovalute.

Una presunta organizzazione specializzata nella produzione e nella distribuzione di banconote contraffatte è stata smantellata al termine dell'operazione "Small Tower", coordinata dalla Procura della Repubblica di Lanciano e condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria (NOAM) di Napoli con il supporto di Europol e dei reparti territoriali dell'Arma. L'inchiesta ha portato all'esecuzione di cinque misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati ritenuti coinvolti, a vario titolo, nella produzione e nella commercializzazione di valuta falsa anche oltre i confini nazionali.

Su disposizione del Gip del Tribunale di Lanciano, tre persone residenti tra Montenerodomo, in provincia di Chieti, e Roma sono state poste agli arresti domiciliari, mentre altri due indagati, residenti ad Ascoli Piceno, sono stati raggiunti dall'obbligo di dimora. Il provvedimento arriva al termine di un'indagine avviata nel dicembre 2024, sviluppata attraverso attività tecniche, monitoraggi e cooperazione internazionale.

Secondo gli investigatori, il gruppo avrebbe realizzato una vera e propria rete clandestina dedicata alla produzione di banconote false non soltanto in euro, ma anche in numerose valute straniere. Tra quelle sequestrate figurano scellini tanzaniani, ugandesi e kenioti, oltre ai lek albanesi e ai franchi CFA, utilizzati in diversi Paesi dell'Africa occidentale e centrale.

Le banconote contraffatte sarebbero state vendute in numerosi Paesi europei, tra cui Francia, Germania, Spagna, Finlandia e Polonia. Le spedizioni, secondo la ricostruzione investigativa, avvenivano tramite il servizio postale, mentre i contatti con gli acquirenti sarebbero stati gestiti attraverso Telegram. I pagamenti, invece, venivano effettuati esclusivamente in criptovalute, una modalità che avrebbe consentito agli indagati di rendere più difficoltosa la tracciabilità delle transazioni.

Nel corso delle perquisizioni i militari hanno individuato e smantellato due stamperie clandestine allestite a Montenerodomo. All'interno dei laboratori sono state sequestrate numerose banconote contraffatte già pronte per essere immesse sul mercato, sofisticate apparecchiature di stampa, telefoni cellulari, dispositivi informatici e altro materiale utilizzato per la produzione illecita.

L'attività investigativa ha inoltre permesso di ricostruire parte della rete internazionale di distribuzione della valuta falsa, contribuendo anche all'arresto di due acquirenti in Finlandia, trovati in possesso delle banconote contraffatte provenienti dall'organizzazione italiana. Un elemento che confermerebbe la dimensione transnazionale dell'attività criminale.

Le analisi effettuate dalla Banca d'Italia sulle banconote in euro sequestrate hanno consentito di identificare otto differenti classi di contraffazione, segno di una produzione diversificata e tecnicamente evoluta. Gli investigatori stanno inoltre verificando eventuali collegamenti con altre organizzazioni attive nel settore della falsificazione monetaria, fenomeno che negli ultimi anni ha visto un crescente utilizzo di piattaforme digitali e sistemi di pagamento in criptovalute per raggiungere clienti in tutta Europa.

Il 23 luglio, infine, il Tribunale del Riesame dell'Aquila ha confermato integralmente le misure cautelari e le contestazioni provvisorie formulate dalla Procura nei confronti dei cinque indagati, ritenendo ancora concreto il rischio di reiterazione dei reati contestati. L'inchiesta prosegue per accertare eventuali ulteriori responsabilità e individuare altri possibili componenti della rete di distribuzione internazionale della valuta contraffatta.


Oroscopo del Giorno powered by oroscopoore